Un terzo degli americani rischia di compromettere la propria giornata saltando anche solo uno dei semplici rituali del mattino. È quanto emerge da un recente sondaggio che mette in luce il forte legame tra routine mattutina, benessere psicofisico e qualità del sonno.
I piccoli gesti che contano
L’indagine, condotta da Talker Research su un campione di 2mila adulti statunitensi, ha rivelato che anche dimenticare azioni apparentemente banali come preparare un caffè o un tè (38%), lavarsi i denti (34%), bere un bicchiere d’acqua (28%), fare la doccia (25%) o svolgere attività fisica (22%) può influenzare negativamente l’intero arco della giornata. Non si tratta solo di abitudini, ma di veri e propri «interruttori» mentali e fisici che aiutano a entrare nel giusto stato d’animo per affrontare il resto del giorno.
Dieci minuti per capire se la giornata andrà bene
Secondo il 49% degli intervistati, cominciare la giornata con il piede giusto è di fondamentale importanza per continuare sulla stessa via. Un dato che sale al 57% tra i millennial (cioè i nati tra il 1981 e il 1996), che si dimostrano particolarmente sensibili all’effetto «slancio mattutino». Sorprendentemente, il 37% ha dichiarato di riuscire a percepire se sarà una buona o cattiva giornata entro soli 10 minuti dal risveglio. Per il 62% degli adulti, una brutta giornata nasce quasi sempre da un inizio sbagliato. Questo dato raggiunge il 73% tra i giovani della Gen Z (i nati tra la metà degli anni ’90 e i primi anni 2010), attenti al proprio equilibrio emotivo sin dalle prime ore del giorno.

La routine tipo
Indipendentemente da età o sesso, la routine mattutina dura in media 30 minuti. Le azioni più comuni sono quelle di lavarsi i denti (65%), bere acqua (60%), preparare caffè o tè (51%), sciacquarsi gli occhi (48%), controllare notifiche sul telefono (40%), fare stretching o risveglio muscolare (38%).
Le azioni che migliorano la mattinata
Tra le soluzioni ritenute efficaci per iniziare bene la giornata, quasi la metà degli intervistati (soprattutto di genere maschile) concorda sulla necessità di fare colazione presto (49%). In classifica seguono prendere una boccata d’aria fresca (46%, per la maggior parte donne) e bilanciare il consumo di acqua con quello di caffeina (42%). Vengono poi lo stretching (35%), una doccia tiepida o fredda (27%), l’esercizio fisico prima di andare al lavoro (24%) e trascorrere meno di 10 minuti al telefono (21%).
Il sonno pilastro della buona giornata
Il 68% delle persone attribuisce una buona giornata a una notte di sonno soddisfacente. In media, si dorme sei ore a notte, ma per molti la notte «perfetta» richiederebbe almeno un’ora in più. Il 72% crede che quella singola ora in più farebbe davvero la differenza. Tra i più convinti? Ancora una volta la Gen Z, con quattro giovani su cinque che attribuiscono grande importanza al sonno ideale. E per dormire bene i partecipanti hanno individuato alcune strategie: guardare la TV a letto (44%), leggere un libro (28%), bere acqua prima di dormire (27%), usare lenzuola fresche (19%), scorrere i social media (17%).