I social media fanno parte della quotidianità di bambini e adolescenti. Chat, video e piattaforme social occupano sempre più spazio nelle loro giornate, spesso già in età molto precoce. Ma cosa succede quando il tempo online aumenta?

Una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Tobacco Induced Diseases, stima che bambini e adolescenti che trascorrono ore sui social media hanno molte più probabilità di fumare o svapare rispetto ai loro coetanei; i rischi aumentano costantemente per ogni ora aggiuntiva trascorsa sulle piattaforme, anche tenendo conto di fattori come il contesto familiare o le abitudini dei genitori.

Uso dei social e fumo nei ragazzi: cosa dice lo studio

La ricerca è stata condotta nel Regno Unito e ha analizzato i dati di quasi 9.400 bambini e adolescenti tra i 10 e i 17 anni, seguiti per diversi anni, dal 2015 al 2023. I ricercatori hanno messo in relazione il tempo trascorso quotidianamente sui social media con l’uso di sigarette tradizionali e di sigarette elettroniche.

Dai dati emerge che circa il 5% dei partecipanti ha dichiarato di fumare e circa il 3% di usare sigarette elettroniche. Percentuali che crescono in modo progressivo all’aumentare delle ore passate online. L’associazione resta significativa anche considerando fattori come reddito familiare, area geografica e presenza di fumatori in casa.

Anche meno di un’ora al giorno fa la differenza

Uno degli aspetti più rilevanti dello studio riguarda l’uso «limitato» dei social. Secondo i risultati, anche meno di un’ora al giorno è associata a un rischio quasi doppio di fumare o svapare rispetto a chi non utilizza affatto i social media.

Il rischio aumenta ulteriormente con il crescere delle ore online. Tra i ragazzi che trascorrono sette o più ore al giorno sui social, le probabilità di fumare risultano oltre cinque volte superiori rispetto ai coetanei che non li usano. Per le sigarette elettroniche, il rischio è circa quattro volte più alto. Un andamento graduale che suggerisce una relazione dose-risposta.

Perché l’impatto è più forte tra le ragazze

Dallo studio emerge anche una differenza di genere. Le associazioni tra uso dei social e fumo o vaping risultano più forti tra le ragazze rispetto ai ragazzi, a parità di tempo trascorso online.

Le ricercatrici e i ricercatori sottolineano che i dati non permettono di stabilire con certezza le cause di questa differenza. Potrebbero entrare in gioco una maggiore esposizione a determinati contenuti, una diversa vulnerabilità emotiva o meccanismi di identificazione e normalizzazione più intensi. Si tratta, però, di ipotesi che richiedono ulteriori approfondimenti.

Il ruolo dei contenuti online e della pubblicità

Secondo gli autori dello studio, l’esposizione a contenuti che mostrano il fumo e il vaping in modo positivo potrebbe spiegare almeno in parte il legame osservato.

Sui social media, infatti, sigarette elettroniche e prodotti a base di nicotina compaiono spesso in post, video e immagini che ne normalizzano l’uso o lo associano a stili di vita desiderabili.

Come spiegano i ricercatori, il marketing digitale e la promozione indiretta attraverso influencer e contenuti virali possono rendere questi comportamenti più familiari e accettabili agli occhi dei più giovani, che sono anche più sensibili ai messaggi sociali.

I limiti dello studio e cosa non possiamo dire

È importante chiarire cosa questo studio non dimostra.

La ricerca mostra un’associazione, ma non prova un rapporto di causa-effetto diretto. Inoltre, i dati si basano su dichiarazioni spontanee dei partecipanti e non permettono di sapere quali piattaforme siano state utilizzate o quali contenuti siano stati visualizzati.

Non è stato possibile tenere conto di altri fattori potenzialmente rilevanti, come l’influenza dei coetanei o alcuni aspetti della salute mentale. Gli stessi autori sottolineano la necessità di ulteriori studi per comprendere meglio i meccanismi alla base di questi risultati.