Al tuo bambino appena sveglio, alla vicina che dice “buongiorno”, al barista che ti porge il caffè. Al collega pronto per la riunione, al papà che ti telefona per fare due chiacchiere, alla sconosciuta al volante che si ferma per farti passare sulle strisce. Se provi a mettere in successione i sorrisi che lanci nel mondo nel corso di una giornata qualsiasi – mediamente incasinata, priva di grossi intoppi – il risultato sarà un elenco sorprendentemente lungo. «Un giorno senza sorridere, è un giorno sprecato» diceva Charlie Chaplin, e noi donne lo sappiamo d’istinto. Nonostante solo una piccola parte dei nostri sorrisi siano sintomo di gioia ed entusiasmo.
Perché le donne sorridono di più
Le donne sorridono, in media, 62 volte al giorno, contro le 8 degli uomini: lo rivela uno studio della Yale University. Uno scarto eccezionale, che fa riflettere. «Si tratta innanzitutto di una questione culturale, perché la donna è stata abituata, per secoli e secoli, a mostrare un’indole remissiva e gentile: è un condizionamento da cui stiamo cercando di allontanarci, ma la spinta a essere “gradevole” resta sotto pelle» spiega Giulia Griselli, psicoanalista specializzata in psicologia del benessere e dell’invecchiamento. La vocazione femminile al sorriso ha, però, anche altre spiegazioni. «Per indole, siamo più portate a esprimere le emozioni e a sopportare gli urti della vita. Storicamente deputate alla cura di bambini e anziani, è come se fossimo allenate all’accudimento e all’empatia, caratteristiche che vengono rimarcate in modo potente dal sorriso. A partire da quello che dedichiamo a nostro figlio neonato, che è un po’ magico: sfoderato per rispondere al volo ai suoi sguardi, gli comunica sicurezza, reciprocità e amore».
I difetti si notano di più
Ottimismo, timidezza, connessione: qualunque sia la forza propulsiva che li determina, ai nostri sorrisi teniamo parecchio. «Come capita con la skincare, che interessa sempre di più la platea maschile, anche qui lo scarto di genere si sta assottigliando, ma le donne continuano a occuparsi più degli uomini della propria salute orale, si lavano i denti con più attenzione e saltano meno frequentemente sedute di igiene e controlli dal dentista» afferma Grazia Tommasato, odontoiatra, specialista in chirurgia orale e membro di Women Implantology Network, rete di 5mila professioniste in oltre 20 Paesi, creata da Straumann Group. In parte, c’entra pure l’anatomia. «Gli studi dimostrano che, durante i sorrisi aperti e spontanei – come quelli suscitati da una battuta – le donne tendono a mostrare una porzione maggiore di denti e gengive, specie nell’arcata superiore. I difetti di una bocca femminile, quindi, potrebbero essere un po’ più facili da notare».
Il sorriso delle donne è autentico
Lo vogliamo bello ma autentico. «Chi sceglie un piano ortodontico, per esempio con gli allineatori trasparenti, chiede ovviamente che i denti risultino dritti, ma in Italia, a differenza di quanto capita spesso negli Stati Uniti, le pazienti non vogliono sorrisi da diva di Hollywood, standardizzati e perfetti» afferma Tommasato. «Il sorriso ideale è quello che ti somiglia, che rispetta le proporzioni e l’aspetto del tuo viso». Il desiderio di naturalezza è comune anche quando si opta per tecniche rigenerative e ricostruttive, come gli impianti. Un elemento di cui ogni professionista dovrebbe tener conto con le sue pazienti. «L’eccellenza in questo settore prevede la realizzazione di protesi in grado di riprodurre micro dettagli, come macchioline e zigrinature quasi impercettibili, che cambiano da persona a persona» aggiunge l’esperta.
Lo sbiancamento personalizzato
Niente effetto lavandino. Anche quando si parla di sbiancamento, da noi vince l’equilibrio. «Ognuno ha il suo colore dentale: può essere più candido, tendere leggermente al grigio o al giallo» spiega l’odontoiatra. «Col tempo, diventa meno brillante anche per la progressiva perdita di idratazione e proteine, più evidente in caso di devitalizzazioni. Grazie ai trattamenti di sbiancamento, si recupera splendore schiarendo di uno o due toni: eseguiti dal dentista o a domicilio – con mascherine da riempire di gel e indossare seguendo le indicazioni dello specialista, per un massimo di 15 giorni – utilizzano sostanze come il perossido di idrogeno, calibrate in percentuali personalizzate. Oggi offrono risultati più sicuri e duraturi, limitando il classico effetto collaterale dell’ipersensibilità».
Il bite su misura per proteggere il sorriso delle donne
Sì al bite su misura. Il bruxismo colpisce le donne tre volte più degli uomini: secondo uno studio pubblicato su The Journal of Prosthetic Dentistry, è tra i peggiori nemici del nostro sorriso. «La tendenza a digrignare o serrare i denti è correlata allo stress, causa l’usura dello smalto e può essere associata ai disordini temporo-mandibolari, che danno mal di testa e tensioni muscolari. Per proteggere i denti, serve un bite realizzato su misura dal dentista». Attenzione, poi, al rischio di carie e infiammazioni alle gengive, che aumenta durante pubertà, gravidanza e menopausa. «Le oscillazioni ormonali influenzano la risposta immunitaria e la flora batterica, rendendo più vulnerabili i tessuti gengivali e riducendo la produzione di saliva, che normalmente protegge dalla carie. In queste fasi, per prevenire problemi, pianifica una visita in più dal dentista».
La secchezza orale delle over 70
Occhio alla post menopausa durante la quale è frequente la secchezza orale: secondo uno studio, all’età di 75 anni ne soffre oltre il 61% delle donne contro il 53% degli uomini. «Tra le cause ci sono le variazioni ormonali, l’uso di farmaci anti ipertensivi e alcune malattie autoimmuni» spiega la dottoressa Tommasato. «La minor produzione di saliva, oltre a essere fastidiosa, è correlata come abbiamo già detto a un maggiore rischio di lesioni cariose ma anche di demineralizzazione dello smalto». Per attenuarla si possono prendere sostituti salivari. È indispensabile anche bere tanta acqua e mangiare cibi non troppo piccanti né salati».
La bocca urente
Ma c’è un altro fastidio più frequente tra le donne sopra i 50 anni. La sensazione che trasmette è simile a quella che si prova mangiando qualcosa di piccante. «La sindrome della bocca urente, si chiama così, si accompagna con alterazioni del gusto, formicolii, dolore, secchezza» racconta l’odontoiatra. Può essere il segnale di un’allergia alimentare o una disfunzione ai nervi, ma più spesso la causa resta poco chiara. «Non è una condizione facile da risolvere. Per alleviarla, lo specialista può proporre sostituti salivari, integratori vitaminici e antidolorifici».
Durante i colloqui, sorridi!
Arma di seduzione per eccellenza, il sorriso può anche essere un segnale di disinvoltura e autostima. «Non a caso si consiglia di sostenere i colloqui di lavoro sorridendo e guardando l’interlocutore negli occhi» dice la dottoressa Griselli. «Trasmette tutt’altra sensazione, invece, il sorriso d’imbarazzo, che scatta quando ci sentiamo esposte e inadeguate, nel tentativo di attenuare la tensione. Sul piano sociale è un gesto pacificatore, una richiesta silenziosa di indulgenza, come a dire: “Io non ti minaccio, non farlo nemmeno tu”».