«Cosa significhi arrivare impreparate alla pensione l’ho provato sulla mia pelle» ammette Michaela Scotellaro, autrice di Pensione, voglio una vita spericolata – I segreti per farlo (Anteprima Edizioni). «Avevo accettato uno scivolo e tutti mi facevano i complimenti: “Che bello, ora hai tanto tempo per te!”. Ma io che mi ero dedicata per 30 anni al lavoro ed ero stata una manager, allora ho provato un senso di disorientamento». Michaela ha poi convertito quella ventata di paralizzante libertà in nuove attività e saperi.
La sua storia è però emblematica di un salto non facile in un mondo dove inediti sviluppi demografici ed economici ci mettono davanti a nuove sfide. Non è un caso che il Festival internazionale dell’economia in programma a Torino dal 22 al 25 ottobre (festivalinternazionaledelleconomia.com) si intitoli Salviamo lo Stato sociale e dedichi vari appuntamenti ai temi previdenziali, mentre dagli Stati Uniti all’Europa varie ricerche definiscono la Gen Z Generazione NERD, ovvero la generazione Never Ever Retiring Demographic, che teme di non andare mai in pensione.
Ci vuole la giusta preparazione
Siamo a un ineludibile giro di boa psicosociale dove tante e tanti, in particolare gli over 50, si arrovellano tra conti e domande. Lo conferma Caterina Lazzarini, Life Coach specializzata nell’accompagnamento alla pensione e nelle transizioni di vita per over 60 (caterinalazzarini.it) e autrice del podcast Il futuro a 60 anni.
«Oggi andare in pensione significa avere davanti ancora una ventina di anni, si spera in buona salute. Ma non ti senti pronta a fare una vita da pensionata come quella che hanno fatto i tuoi genitori. Occorre solida preparazione finanziaria, però il fattore decisivo per un passaggio sereno è l’attitudine psicologica con cui ci si affaccia a questo grande cambiamento».
Bisogna “affrontare” il tempo libero
La strada da tracciare però non è facile. Sul luogo di lavoro si coltivano tante relazioni e quando si esce molte si sfilacciano, perché uno è ancora dentro “la ruota del criceto” mentre l’altro, da fuori, affronta problemi diversi. «Persino il tempo libero» avverte la coach «può essere un problema: se non ne hai mai avuto, non sai come gestirlo». Anche il ruolo di nonna si ridisegna, con contorni meno fagocitanti rispetto a quelli del passato.
«Ho seguito una ex dipendente di un ministero che ha ottenuto la pensione anticipata, poi si è pentita perché le mancava la vita d’ufficio. Dopo poco è diventata vedova e si è sentita da un lato sola, dall’altro troppo imbrigliata dalle continue richieste dei figli che le chiedevano di occuparsi dei nipoti. Ora opera in associazioni di volontariato dove porta alcune delle sue competenze professionali ed è più serena».
È l’inizio di una nuova vita
Il passaggio dalla professione alla pensione (anche se agognata) richiede paradossalmente un lungo lavoro di preparazione, ma nessuno ci ha insegnato a farlo e spesso vi si approda disorientati. «L’uomo di solito si identifica con il suo lavoro e, quando ne esce, perde il suo status sociale con un conseguente forte impatto sulle sue relazioni» osserva Maurizio De Palma, fondatore e ceo di Cocooners, la principale piattaforma italiana che si rivolge agli over 55 offrendo prodotti e servizi per vivere una longevità attiva (cocooners.com).
«Mentre spesso per una donna il momento della pensione significa fragilità economica per le sue scarse competenze finanziarie (la gestione dei soldi è ancora in molti casi lasciata al marito) e per l’assegno più leggero a causa delle penalizzazioni che le lavoratrici tuttora spesso subiscono». E proprio di gender gap nella longevity economy si parlerà il 9 novembre all’università Bicocca di Milano nel convegno Lunga vita alle donne! (unimib.it/eventi/lunga-vita-alle-donne). «È vero anche» aggiunge De Palma «che alle attività che organizziamo, in primis i viaggi, a partecipare come single – o a fare da traino per i compagni – sono le donne: intuiscono il potenziale benessere grazie allo stimolo alla curiosità e socialità che il viaggio dà».
È importante riscoprire le proprie passioni
Di certo diventa fondamentale scoprire ciò che ci piace fare. «A volte per una donna si rivela quasi un’opera di archeologia emotiva» spiega Caterina Lazzarini. «Devi chiederti quando è stata l’ultima volta che hai fatto qualcosa per cui ti sei sentita creativa e felice. E poi autorizzati a farlo, perché pare sempre che, se tu fai qualcosa per te, sottrai qualcosa a qualcun altro a cui tu vuoi bene. Ma non è così».
Non solo. «In inglese pensionato si dice retired, cioè ritirato» dice Michaela Scotellaro, «ma non dobbiamo spegnerci, al contrario possiamo lanciarci in un nuovo inizio». Come spiega lei nel blog dal titolo di buon auspicio HappyPensy.it.

Come verificare l’aspetto finanziario
Quanto e come gli italiani si stanno (pre)occupando della pensione? Ce ne parla Eliana Gullo, consulente di MiaPensione (miapensione.com), azienda di consulenza previdenziale, che conferma il diffuso senso di disorientamento: «Noi assistiamo a un forte aumento della richiesta di chiarimenti».
- Chi si informa «Tra i dipendenti del settore privato ci contattano soprattutto uomini, da quello pubblico più donne. Hanno di solito intorno ai 60, 62 anni. Alcuni chiedono informazioni anche per il futuro previdenziale dei figli».
- Le richieste «Le domande vertono molto spesso sul calcolo dei contributi maturati, il che non è semplice, in particolare se si è lavorato passando magari dal privato al pubblico o alla libera professione. Le persone vogliono sapere a quanto ammonterà il loro assegno, se ci sia la possibilità di una pensione anticipata (domanda frequentissima) e con che decurtazioni. Si informano anche su quanto costerebbe loro il riscatto della laurea o quanto incide l’accredito del servizio militare. Le donne vogliono sapere se esistono dei costi per recuperare i mesi di maternità e anche il costo del part-time per colmare i periodi a orario ridotto che potrebbero impattare sull’assegno pensionistico».
- I consigli «Ogni situazione è diversa dall’altra e vanno fatti calcoli individuali. Conviene partire visionando il proprio profilo sul sito dell’Inps verificando che nell’estratto conto risultino in modo corretto tutti i periodi in cui si è lavorato. E va chiarito l’obiettivo prioritario: un’uscita anticipata (quindi vanno valutate possibilità e costi relativi) o avere un assegno più consistente (in questo caso si attende la pensione e intanto si può pensare di aderire a un fondo pensione privato o aumentare la cifra versata a quello a cui si è già iscritti).
Fai il test
La pensione non è un evento statico, ma un processo dinamico di transizione che tocca l’identità, le relazioni e la gestione delle proprie energie. Valutare oggi come ti senti rispetto a questo salto ti permette di capire quali risorse hai già a disposizione e su cosa è utile lavorare prima dell’ultimo giorno di lavoro.
Ecco per te un test sviluppato da Caterina Lazzarini, Life Coach specializzata nell’accompagnamento alla pensione e nelle transizioni di vita per over 60. Rispondi d’istinto alle sei domande scegliendo l’opzione che descrive meglio come ti senti o come immagini la tua vita nei prossimi mesi. Alla fine, conta quali risposte (A, B, C o D) hai scelto con maggior frequenza.
Qual è la prima sensazione che ti viene pensando al tuo ultimo giorno di lavoro?
- A. Un’esplosione di energia: non vedo l’ora di dedicarmi a un elenco di progetti, viaggi e desideri messi a lungo nel cassetto.
- B. Un momento di sospensione: avverto il bisogno di rallentare, ma temo la mancanza della solita struttura quotidiana.
- C. Una piacevole curiosità: mi sento pronta a esplorare chi posso essere al di fuori del mio ruolo abituale.
- D. Un senso di continuità: mi sento gratificata dal percorso fatto e pronta per un ritmo di vita più armonioso.
Pensando a come riorganizzerai le tue giornate senza gli orari lavorativi, quale scenario ti rispecchia?
- A. Programmo di riempire l’agenda tra impegni, corsi e uscite per sfruttare appieno il tempo a disposizione.
- B. Immagino di andare a un ritmo molto lento, anche se temo di faticare a trovare la spinta per darmi una nuova routine.
- C. Voglio procedere per tentativi: alternare giorni di riposo ad attività del tutto nuove per capire cosa mi appassiona.
- D. Ho in mente una routine fluida in cui bilanciare impegni personali, cura di me e momenti di tranquillità.
Come immagini la gestione dei tuoi tempi, degli spazi e delle relazioni (in casa o con la tua rete sociale)?
- A. Mantengo i miei spazi e ho un ritmo sostenuto: ho in mente progetti personali autonomi da portare avanti indipendentemente dagli altri.
- B. Penso che passare più tempo a casa o riorganizzare i contatti sociali richiederà di ridefinire ruoli e confini.
- C. Sono aperta a trovare nuove modalità di dialogo e condivisione senza annullare la mia individualità.
- D. Ho già un buon equilibrio e so come condividere i momenti piacevoli mantenendo il rispetto per gli spazi personali.
Come ti senti quando pensi all’idea di non definirti più attraverso la tua professione?
- A. Prontissima: il lavoro fa parte del passato e voltare pagina con entusiasmo non mi spaventa.
- B. Intimorita: la professione mi ha sempre dato un ruolo chiaro e temo di fare fatica a ritrovare lo stesso senso di utilità.
- C. Stimolata: riconosco il valore di ciò che ho fatto, ma desidero scoprire nuovi modi per esprimere i miei talenti.
- D. Serena: sento che le competenze maturate rimarranno parte di me e potrò applicarle in forme diverse (volontariato, passioni, relazioni).
Come reagisci di fronte all’idea di una giornata interamente priva di impegni programmati?
- A. Tendo a pianificarla subitoper evitare la sensazione di sprecare il tempo libero.
- B. L’accolgo con un po’ di esitazione, sapendo che a fine giornata potrei sentirmi poco “produttiva”.
- C. Accolgo la calma del momento e mi lascio guidare dall’ispirazione del momento.
- D. Mi godo il riposo senza sensi di colpa, consapevole che il tempo per me è parte integrante del benessere.
Qual è il tuo obiettivo primario in vista di questa nuova fase?
- A. Mantenere le mie energie al massimo per recuperare il tempo che ho dedicato al lavoro.
- B. Ritrovare gradualmente punti di riferimento stabili e ricostruire piena fiducia nel futuro.
- C. Esplorare liberamente nuove strade senza la pressione di dover per forza “riuscire” in qualcosa.
- D. Vivere con consapevolezza, gratitudine e serenità questa stagione di maturità.
I profili
Maggioranza di A: L’entusiasta
Ti senti pronta sul piano sia dell’energia sia della motivazione. Il tuo punto di forza La spinta all’azione, la curiosità e l’entusiasmo verso il futuro. Vedi la pensione come una grande opportunità di realizzazione. La tua sfida Imparare a gestire i momenti non strutturati. La tendenza a riempire l’agenda può essere una strategia inconsapevole per evitare la fase di decompressione. Cosa fare prima del salto Allenati fin da ora a ritagliarti nel weekend un paio d’ore senza impegni né programmi. Sperimenta il piacere del tempo libero senza il dovere di dover “fare”.
Maggioranza di B: La disorientata
Rispetto alla vita in pensione sei ancora in una fase di maturazione che richiede la costruzione di nuovi ancoraggi. Il tuo punto di forza La consapevolezza della delicatezza del momento. Non sottovalutiil cambiamento e ti prendi il tempo di metabolizzare il distacco. La tua sfida Costruire una percezione di te slegata dal ruolo professionale e definire una prima micro-routine. Cosa fare prima del salto Non aspettare l’ultimo giorno per capire chi sei senza il lavoro. Individua oggi un piccolo appuntamento fisso settimanale (un corso, una camminata, un interesse) che resti un punto fermo anche dopo il ritiro.
Maggioranza di C: L’esploratrice
Dimostri un ottimo equilibrio tra apertura mentale e adattabilità. Il tuo punto di forza La disponibilità a sperimentare e a vivere il cambiamento senza rigidità o aspettative eccessive. La tua sfida Mantenere un minimo di continuità. Procedere per tentativi è stimolante, ma avere uno o due punti fermi aiuta a non disperdere le energie. Cosa fare prima del salto Annota tre o quattro ambiti che ti incuriosiscono. Datti il permesso di testarli uno alla volta nei prossimi mesi con lo spirito della principiante, senza ansia di risultato.
Maggioranza di D: L’equilibrata
Stai vivendo l’avvicinarsi della pensione in modo armonioso sia sul piano emotivo sia su quello relazionale. Il tuo punto di forza La capacità di integrare le esperienze passate e di vivere il tempo presente con equilibrio e serenità. La tua sfida Prevenire l’eccessiva staticità a lungo termine. L’equilibrio è un ottimo punto di partenza, purché rimanga aperto alle novità. Cosa fare prima del salto Dedica del tempo a riflettere su come desideri organizzare le tue giornate, mantenendo sempre uno spazio riservato ai tuoi progetti personali e autonomi.
Punteggio a pari merito
Può succedere che tu abbia, per esempio, tre A e tre C. È normale! La preparazione al pensionamento è una transizione fluida. Avere punteggi distribuiti significa che stai integrando attitudini provenienti da approcci diversi.