Alessandra Bellasio non è un’ostetrica come tante: da tempo si è distinta per il suo approccio innovativo al parto, momento delicato per una donna. Chi la segue sui social lo sa da tempo, fin da quando ha dato voce ai sentimenti tipici che una futura madre o una neomamma prova nei momenti a cavallo della nascita di un figlio. E proprio a questo passaggio ora ha voluto dedicare un nuovo progetto: stilare una mappa sugli ospedali “migliori” dove dare alla luce il proprio bebè. Si chiama Bestbirth ed è una sorta di “TripAdvisor” in materia.

Dall’esperienza di un’ostetrica al servizio delle mamme

«È la prima piattaforma italiana che raccoglie informazioni dettagliate sui punti nascita, permettendo a chi sta per diventare genitore di orientarsi con maggiore consapevolezza e serenità», premette Alessandra Katia Bellasio, ostetrica presente anche su Instagram come @ostetrica_alessandra_bellasio. Conoscere, infatti, permette di allontanare dubbi o insicurezze che possono accompagnare la fase del parto, a iniziare dalla scelta del luogo dove questo avverrà.

Non c’è chiarezza per i futuri genitori

L’obiettivo, dunque, è fornire trasparenza. «BestBirth nasce da un vuoto che in Italia non era mai stato colmato. Oggi una donna che deve scegliere dove partorire non ha strumenti chiari: deve contattare uno ad uno gli ospedali, consultare siti spesso incompleti o affidarsi al passaparola, con pareri soggettivi e spesso discordanti – spiega ancora l’ostetrica – Serviva un luogo unico, affidabile e strutturato, capace di raccogliere informazioni oggettive. E l’oggettività si raggiunge solo con i numeri: non con un’opinione isolata, ma con una raccolta ampia e statistica che restituisca una fotografia reale dei reparti di maternità italiani».

BestBirth: come funziona la piattaforma?

La piattaforma è semplice e intuitiva: basta cercare l’ospedale di interesse e si può accedere a una scheda dedicata. «Questa seconda fase sarà attiva tra pochi giorni, dopo aver superato le 10.000 recensioni raccolte: un campione ampio, in grado di rendere i dati solidi e rappresentativi», chiarisce Bellasio, che ha lavorato a lungo in sala operatoria in diversi ospedali, per poi fondare anche il portale Unimamma.it.

Quali informazioni si trovano sulle schede ospedali di BestBirth

Ogni scheda relativa all’ospedale in questione mostrerà «gli indicatori di qualità percepita su assistenza al parto e all’allattamento; gli aspetti relazionali ed emotivi, quindi il tipo di accoglienza che si è ricevuta, il rispetto della paziente, il grado di ascolto. Infine, le utenti potranno trovare l’elenco dei servizi disponibili, come per esempio la possibilità di effettuare un taglio cesareo su richiesta, un’anestesia epidurale 24 ore su 24, il parto in acqua, il rooming-in o la possibilità che il partner possa essere presente, ecc. Le recensioni non sono libere, ma raccolte attraverso un questionario strutturato e validato: niente nomi di operatori né giudizi personali, solo dati utili e comparabili, per aiutare davvero le famiglie a orientarsi», dice Bellasio.

Attenzione anche ad allattamento, aborto e IVG

Un’attenzione particolare è riservata all’allattamento. «E presto verranno integrate nuove sezioni dedicate a momenti altrettanto delicati: per esempio, spazi per la perdita in gravidanza, come aborto spontaneo e morte endouterina fetale (MEF). Perché tutelare la donna in quel momento drammatico non è un optional, ma un dovere. La salute non è solo fisica, ma anche emotiva, psicologica e relazionale. Una sezione, infine, è pensata per l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG), per permettere alle donne di riconoscere e distinguere le strutture in base al livello di accoglienza, rispetto e possibilità offerte», spiega l’ostetrica.


Raccontare la propria esperienza, leggere quelle altrui

Come si legge sul sito, quindi, c’è la possibilità di leggere le esperienze altrui e raccontare le proprie, un po’ come avviene sui siti di recensioni (vedasi “TripAdvisor”). «Racconta com’è andata. Leggi chi c’è già passata» è lo “slogan” della piattaforma, che ospita anche domande delle future mamme, per le quali normalmente può capitare che sia difficile trovare risposte. «Credo che oggi manchi supporto, ma soprattutto manchi chiarezza. Spesso pensiamo alla sanità pubblica come a qualcosa che va accettato così com’è, senza possibilità di confronto. Ma ciò che accade durante il parto può influenzare profondamente la vita delle persone, all’inizio della maternità e della genitorialità».