«Mi raccomando, questo lo compila anche il papà!». A cinque giorni dalla nascita di nostro figlio, al consultorio ci consegnano l’EPDS (Edinburgh Postnatal Depression Score), il questionario per valutare il rischio di depressione post partum. Perché sì, la depressione dopo la nascita non riguarda solo le madri.
Cos’è la depressione post natale nei papà
A metterli in allarme, lo stato di allerta e di inquietudine del mio compagno al rientro dall’ospedale. I numeri parlano chiaro: l’8-10% dei padri sviluppa una Depressione Post Natale (DPN), un disturbo studiato dal 2010, ma raramente citato nei corsi preparto e socialmente ancora tabù. Non stupisce che molti uomini fatichino a riconoscerla. E, soprattutto, a chiedere aiuto, tanto che il Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030 la cita tra le priorità di intervento.
Perché i papà di oggi sono più vulnerabili
I padri di oggi sono distanti dallo stereotipo del padre disinteressato alla cura dei figli, ma il nuovo modello, ancora in costruzione, li espone a nuove fragilità. Il loro benessere emotivo, come per le madri, si gioca sulla stabilità percepita nel periodo perinatale. Ansia e stress prolungati possono aprire la strada alla DPN.
Come si manifesta: i segnali da non ignorare
La DPN spesso si manifesta in modo inatteso: rabbia, isolamento, fughe, fino a comportamenti violenti. Il suo sviluppo è graduale, con un picco tra il terzo e il sesto mese di vita del bambino: per questo la diagnosi precoce è cruciale per proteggere l’intero nucleo familiare.
Come aiutare i neo-papà: cosa dovrebbe cambiare
Come prendersi cura dei nuovi padri, dunque? Cambiare lo sguardo sulla “figura paterna” è necessario. Includiamo i padri durante tutto il periodo perinatale, non solo nel pre-parto, con un monitoraggio magari a domicilio soprattutto dopo la nascita. Un congedo di paternità obbligatorio e pari alla madre faciliterebbe una reale condivisione dei ruoli. Infine, vanno promossi spazi di ascolto tra uomini: in alcune città sono attivi “cerchi di parola” esclusivi per papà. Una mappa di questi gruppi è disponibile sul sito 4e-parent, il progetto europeo sulla paternità dalle 4 “e”: equal, engaged, early, empathetic.