«Ho scoperto che mio figlio visita siti pornografici. Come evitare che sviluppi una dipendenza? Come affrontare questo tema con lui?» Elisa

Cara Elisa, sul tema della pornografia abbiamo due schieramenti: i “puristi” che la ritengono una pratica sempre patologica e i “minimizzatori” che ritengono superfluo parlarne coi figli. Proviamo a sciogliere questo nodo con tre considerazioni psicopedagogiche.

Il nostro mutismo spinge i figli verso il porno

La prima riguarda l’età: per la mente-infantile questi video possono avere un effetto traumatico. Con l’avvento della preadolescenza la mente di ragazzi e ragazze si erotizza interrogandosi sul mistero dell’amore, dei sentimenti e anche della sessualità. Il nostro mutismo li spinge tra le abbraccia di questi portali dove ragazzi e ragazze cercano delle risposte.

Il problema è il copione del porno

Questo ci porta al secondo punto che vorrei introdurre col caso di Davide che, in consulenza, mi ha confessato la sua perplessità rispetto a dei video con cui cercava di prepararsi alla prima volta con Lisa: «Devo essere così violento e brutale?». Nella domanda di Davide emerge il vero problema del porno che, riguarda non tanto gli aspetti sessuali, ma quelli affettivi. Il copione relazionale infatti è sempre lo stesso: lui è un maschio brutale, violento, insensibile mentre lei è una schiava, una suddita, niente più che un oggetto di piacere. Questa mal-educazione sentimentale deruba i maschi del diritto all’empatia, al rispetto e alla sensibilità, mentre deruba le donne della propria dignità, libertà e consenso.

Il porno e l’ossessione prestazionale: come parlarne con i figli

Il terzo punto è l’ossessione prestazionale. I modelli dopati del porno allagano di ansia la mente di ragazzi e ragazze. Quello che doveva essere un incontro profondo e speciale diventa un incontro senza incontro, perchè, nella sguardo il volto dell’altro non c’è più la persona amata ma gli standard impressi nella mente che ci portano sempre in un altrove.

Il sesso diventa angosciante

È il paradosso della iperpornografia aver reso il sesso qualcosa di vuoto e angosciante. La riflessione su questi temi deve però essere integrata dalla domanda più importante: Chi è lei per te? E tu chi vuoi essere per lei”» L’educazione sessuale non può essere disgiunta dall’educazione all’amore.