Tra il Tevere e le grandi quinte barocche, Rione Ponte a Roma è un mondo a sé. A pochi minuti da Piazza Navona e dall’ombra cilindrica di Castel Sant’Angelo, svela un’altra mappa, più tattile: fatta di mani che lavorano, insegne storiche, conversazioni a bassa voce che scivolano dai laboratori agli androni. È qui che ha preso forma un’iniziativa collettiva che riunisce 28 attività creative tra botteghe, studi e atelier: dall’intarsio alla ceramica, dal mosaico all’oreficeria, fino al disegno di abiti e accessori.
Si chiama Ponte Arte & Design District (pontedistrictroma.it) e nasce da un’idea semplice ma concreta: «Restituire al quartiere la sua identità, tessuto di eccellenze tramandate e reinventate, recuperandone anima e radici» spiega Patrizia Corvaglia (patriziacorvaglia.it), alla guida del progetto. Il risultato è una relazione diretta tra chi crea e chi attraversa strade e vicoli, tra chi abita e chi esplora: un ecosistema culturale compatto, leggibile, radicato nello spazio urbano.

La via degli artisti, degli intellettuali e degli argentieri
l cuore è Via dei Banchi Nuovi, breve e densa di storia, oggi corridoio pedonale. Era un tratto dell’antica Via Papalis, il percorso cerimoniale dei pontefici verso la Basilica di San Giovanni in Laterano: qui passarono Bramante, Giotto, Bernini, con le opere sotto braccio, dirette al giudizio del Papa. Attorno, Via degli Orsini, Via di Panico, piazzette raccolte e palazzi antichi disegnano una trama minuta, una geografia compatta che ancora oggi governa il passo e lo sguardo nel quartiere.
Via dei Banchi Nuovi è anche archivio di storie. Ai numeri 1-4 si trova la casa di Carlo Maderno, protagonista di alcuni dei cantieri decisivi della Roma moderna; poco distante viveva Borromini; al civico 17 lavorava Benvenuto Cellini, oggi sede del laboratorio di Patrizia Corvaglia, che applica la micro-scultura in cera persa a gioielli, arredi e superfici: «La tradizione si confronta con materiali contemporanei, resine colorate, superfici pop pensate per fissare nel tempo la forma». Poco oltre, un portale scolpito ricorda la casa di Alida Valli; più avanti sorgeva l’Accademia Filodrammatica dove si mettevano in scena Goldoni, e Palazzo Boncompagni-Corcos, frequentato da Casanova e dagli intellettuali dell’Arcadia.
Antiquari, argentieri, ebanisti, set cinematografici – da Vacanze romane a Il talento di Mr. Ripley fino a La grande bellezza – costruiscono una continuità visiva e produttiva che attraversa secoli.

Tra attori, Madonnelle e nuove gallerie d’hotel
Capita così d’interrompere il ritmo dei passi ed essere costretti a deviare per non entrare nella scena. Per esempio, in quella dell’ultimo film di Tom Ford, Cry to Heaven, la storia di Tonio, un giovane nobile veneziano del Settecento castrato e destinato al mondo dell’opera.
La troupe è in un cortile del quattrocentesco Palazzo Taverna dove abita Violante Guerrieri Gonzaga (vioscooking.com) che fa della mise en place un’arte.
Passeggiando, lo sguardo si ferma sui dettagli rinascimentali e sulle edicole sacre, le Madonnelle, incastonate negli spigoli e negli archi come segnalibri spirituali nella pietra. Stanno lì, da secoli, a proteggere il quartiere o per ringraziare dopo carestie e scampati pericoli. In un arco dalla volta stellata c’è la Madonna dell’Arco dei Banchi che trasforma un passaggio qualunque in una pausa contemplativa.
La cappella del Bramante è poco lontano, il Lungotevere alle spalle, San Pietro a qualche falcata. A Roma l’arte affiora ovunque. Entra anche negli hotel come al nuovo Nyx Rome aperto nel vicino Rione Prati. Oltre la soglia, una collezione di opere site-specific racconta una generazione di artisti under 40, da Kim Isul a Lihi Turjeman.

Da via Giulia a Madonna dei Monti
Prima di spingersi verso Monti, a metà di via Giulia c’è piazza della Moretta. È un piccolo slargo con panchine in pietra lavica, sampietrini attraversati da un gioco di linee geometriche, case che sembrano una quinta teatrale. I tavolini invitano a un caffè al sole, due parole scambiate con chi abita la zona e la scoperta che poco distante si apre il Ghetto Ebraico, uno dei più antichi al mondo.
Un perimetro urbano che tocca gli scavi del Portico d’Ottavia e il Teatro di Marcello, fino alla Sinagoga, riconoscibile dalla cupola su tamburo quadrato e dalla facciata liberty, che ospita il Museo Ebraico. Cambiando rione, ma restando dentro questa geografia minuta, il racconto si sposta verso Monti. Anche qui la città si misura su una scala contenuta, nonostante la prossimità con Colosseo e Fori Imperiali: le grandi catene faticano a imporsi, mentre tengono botteghe indipendenti, negozi vintage, residenze che si intrecciano a laboratori artigiani.
È una dimensione quasi domestica, capace di convivere con il flusso dei visitatori senza perdere consistenza. Quartiere che rinasce ciclicamente, ma trova ancora il suo punto di equilibrio in piazza Madonna dei Monti: la fontana dei Catecumeni al centro, i caffè all’aperto, una vita quotidiana che tiene insieme memoria e presente.

Roma Arte & Design District: organizzare il tour
Come arrivare
Voli diretti per Roma Fiumicino da Milano Malpensa con Aeroitalia da 62 euro a/r (aeroitalia.com): frequenze e costi variano in base a giorni e stagione.
Dove dormire
Il nuovo NYX Hotel Rome (nyx-hotels.it) punta su un’idea di accoglienza contemporanea: una open Lobby, mix anticonvenzionale di motivi e colori, ristorante per menu gourmet, cocktail lounge serale con musica e dj. Le stanze sono eleganti e l’atmosfera giovane. Più raccolto e strategicamente posizionato, Leonardo Boutique Hotel Rome Monti (leonardo-hotels.it) gioca sulla dimensione intima: spazi curati, camere luminose e accoglienti.
Dove mangiare
A Il Corallo classici della cucina romana come i tonnarelli cacio e pepe, la gricia e i saltimbocca. L’atmosfera è rustica (0668307703).
Trattoria Valentino, fedele a una cucina di quartiere schietta e rassicurante, è famosa per i piatti con la scamorza. Si viene per un’amatriciana e per i secondi della tradizione (064880643).
Brunch della domenica a Il Giardino Ristorante: terrazza panoramica e una proposta che alterna classici a piatti contemporanei dello chef Salvatore Bianco (dorchestercollection.com)
Shopping
Sophie Habsburg disegna borse e accessori: le forme restano pratiche, shopper e pochette, mentre i materiali sono un atlante culturale; persino la paglia arriva da intrecci realizzati in Madagascar. Più che in una boutique sembra di stare in un salotto (sophiehabsburg.com).
Nello Studio d’Arte e Decorazione Acanthus di Mirella Onofri trovi arredi e affreschi realizzati con terre naturali, colle animali, foglia d’oro, tempere all’uovo, gesso di Bologna (acanthus-decorazioni.it).
Sacripante Gallery (0648903495) è una galleria ibrida tra laboratorio creativo e delizioso spazio conviviale per mostre, design e mixology.