È il nostro capospalla preferito nei giorni di pioggia, ma il meteo pazzerello (perché, signora mia, le mezze stagioni non esistono più) ci costringe a inventarci dei nuovi modi per conservare il fuoco del nostro amore per lui. E a suggerirci un incontro inaspettato è Rita Ora che ha indossato il trench (ebbene sì, a luglio) ma in una variante corta e dal sapore rock: non ti ricorda vagamente un chiodo in pelle? La giacca della cantante britannica è firmata dall’istituzione del trench in gabardina di cotone, Burberry, e promette di essere il prossimo must have su cui puntare per la prossima stagione autunnale.

Storia di un classico intramontabile

Che il trench fosse destinato a diventare un classico senza tempo del nostro guardaroba è stato chiaro fin da subito. Così evidente che per lui, John Emery, proprietario di Aquascutum, e Thomas Burberry, fondatore dell’omonima azienda, intrapresero una vera e propria guerra commerciale. Il primo, nel 1953 aveva inaugurato l’estetica del trench elegante, mentre la maison che poi sarebbe entrata nella storia della moda, fin dal 1888 aveva brevettato un nuovo materiale, rimasto a suo uso esclusivo fino al 1917: la gabardina di cotone, più leggera e resistente.

Il motivo della contesa? Arriva allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, perché sì dà il caso che il trench fosse la giacca preferita anche degli ufficiali dell’esercito. Allora Burberry ingrana e si inventa il “trench warm”, il cappotto da trincea. Finché anche i civili non si innamorano di questo capospalla, caratterizzato da abbottonatura doppio petto, lunghezza midi e cintura in vita. Ma la sua vera consacrazione avviene negli anni ’70 quando diventa la giacca universalmente simbolo di eleganza e versatilità. E inutile dire che il cinema ci ha messo molto del suo nel trasformare questo capo in un’icona. Pensa a Humphrey Bogart in Casablanca (1942), o al mitico ispettore Clouseau, interpretato da Peter Sellers ne La pantera rosa. E poi ci sono Audrey Hepburn sotto la pioggia in Colazione da Tiffany (1961), la sensualissima Catherine Deneuve in Les parapluies cherbourg (1964) e la tormentata Jane Alexander di Meryl Street in Kramer contro Kramer (1979).

Perché cedere al fascino di un trench corto

Insomma di buoni motivi per amare il trench la moda e il cinema ce ne hanno dati molti. Ma ogni volta che lo indossi ti senti un po’ la protagonista di un film noir, per quest’autunno la soluzione da tenere in considerazione potrebbe essere un trench corto, classico o rock (un po’ come quello di Rita Ora). Di buoni motivi per preferirlo alla sua variante lunga ce ne sono vari: potresti trovarlo meno impegnativo e più versatile; la sua lunghezza ridotta, diciamolo, potrebbe aumentare la sua possibilità di utilizzo (chi dice che dovresti metterlo soltanto nei giorni di pioggia?).

Il trench corto, un po’ come la giacca sahariana in cotone, diventa il capospalla casual perfetto da tenere a portata di mano dalla primavera all’autunno. È perfetto sopra a jeans e pantaloni dalla gamba ampia. Inoltre, sono da provare anche lo styling con minigonna o pencil skirt e mocassini. Ma all’immaginazione meglio non mettere limiti, e a ispirarti potrebbe essere proprio il look di Rita Ora che ha indossato la sua giacca con un paio di bermuda, una camicia e mules ai piedi. Come fare tuo questo look nei prossimi mesi? Prova i bermuda, ma dal taglio sartoriale.

Trench corto: i nostri modelli preferiti ispirati al look di Rita Ora

In gabardine di cotone anti goccia doppio petto, Pennyblack (in sconto a €159)
Trench corto in pelle d’agnello doppiopetto due tasche laterali, Peserico (in sconto a €1.224)
In lino con fusciacca da annodare in vita, Mango (in sconto a €49,99)
Giacca regular in cotone biologico doppio petto, Marco O’Polo (€229,95)
In misto cotone doppio petto tasche laterali, Diana Gallesi (€169,90)
Giacchina taglio trench tela vela con cintura in vita, Rinascimento (€119,90)
In cotone stretch con bavolette davanti e dietro, i Blues (in sconto a €153)
Giacca taglio trench con maniche ampie, Vittoria Roma Atelier (prezzo su richiesta)

Ha collaborato Jessica Ventrella