Il prezzo della benzina è tornato al centro del dibattito pubblico. Tra tensioni internazionali e aumento del costo del petrolio, il governo sta valutando la possibilità di attivare il meccanismo delle accise mobili, uno strumento fiscale previsto dalla legge che potrebbe aiutare a limitare i rincari alla pompa.

Ma cosa sono le accise mobili? E perché questo meccanismo potrebbe contribuire a far scendere, o almeno a stabilizzare, il prezzo dei carburanti?

Cosa sono le accise mobili

Le accise mobili sono un meccanismo fiscale pensato per attenuare gli effetti degli aumenti del prezzo del petrolio sul costo finale della benzina e del diesel.

Il principio è semplice: quando il prezzo del greggio sale, aumenta anche l’IVA che lo Stato incassa sui carburanti. Questo perché l’IVA si calcola in percentuale sul prezzo finale del prodotto.

Con il sistema delle accise mobili, lo Stato può utilizzare questo extra gettito derivante dall’IVA per ridurre l’accisa, cioè la tassa fissa che si paga su ogni litro di carburante.

In questo modo si crea una compensazione: se il prezzo del petrolio aumenta e genera più entrate fiscali attraverso l’IVA, una parte di queste risorse viene utilizzata per abbassare l’accisa e contenere il prezzo alla pompa.

Come funziona il meccanismo che può ridurre il prezzo della benzina

Per capire il funzionamento delle accise mobili bisogna sapere da cosa è composto il prezzo della benzina.

Il costo finale pagato dagli automobilisti dipende da tre elementi principali:

  • il prezzo della materia prima (il petrolio);
  • l’accisa, che è una tassa fissa per ogni litro;
  • l’IVA al 22%, calcolata sul totale.

Quando il prezzo del petrolio aumenta, cresce anche la base su cui viene applicata l’IVA. Di conseguenza lo Stato incassa automaticamente più entrate fiscali.

Il meccanismo delle accise mobili interviene proprio in questo passaggio. Se l’aumento del petrolio fa crescere l’IVA incassata dallo Stato, una parte di questo incremento può essere utilizzata per ridurre temporaneamente l’accisa, alleggerendo il prezzo dei carburanti.

L’obiettivo è evitare che gli aumenti della materia prima si traducano in rincari troppo bruschi per i consumatori.

Quando possono essere attivate le accise mobili

Il meccanismo non entra in funzione automaticamente. La normativa prevede che possa essere applicato solo quando il prezzo dei carburanti aumenta in modo significativo e stabile rispetto ai livelli di riferimento.

La misura è stata introdotta nel 2023 modificando una norma già prevista nel 2007. In base alla legge, il taglio delle accise può essere adottato se il prezzo medio dei carburanti supera quello indicato nei documenti di finanza pubblica, come il Def.

La decisione spetta al Ministero dell’Economia, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, e richiede un provvedimento specifico.

Perché non vengono usate automaticamente

Nonostante il meccanismo esista da anni, le accise mobili non vengono attivate spesso. Il motivo principale è che ridurre le accise significa rinunciare a una parte delle entrate fiscali dello Stato.

Per questo i governi tendono a utilizzare questo strumento solo in situazioni considerate particolarmente critiche per i prezzi dell’energia.

Un altro elemento riguarda i tempi tecnici. L’attivazione del meccanismo richiede una decisione politica e un provvedimento formale, che può arrivare attraverso un decreto o un atto ministeriale.

Di conseguenza non si tratta di un sistema automatico che entra in funzione ogni volta che il prezzo del petrolio aumenta.

Il dibattito politico e la pressione dei consumatori

Negli ultimi giorni il tema è tornato al centro del confronto politico. L’ipotesi di attivare le accise mobili è stata sostenuta da diversi partiti di opposizione e anche dalle associazioni dei consumatori.

Organizzazioni come il Codacons e l’Unione nazionale consumatori chiedono da tempo un intervento per ridurre il peso fiscale sui carburanti, soprattutto quando i prezzi alla pompa superano determinate soglie.

Secondo i dati diffusi dalle associazioni, in alcune aree d’Italia la benzina ha già superato 1,8 euro al litro nella modalità self, mentre il gasolio in alcuni impianti autostradali si avvicina ai 2,6 euro al litro al servito.

Proprio di fronte a questi aumenti, il governo ha dichiarato di essere pronto a valutare il possibile utilizzo del meccanismo delle accise mobili per contenere la corsa dei prezzi.