Programmare la pensione di una persona, in particolare quella complementare, fin dalla culla. Non è un’idea fantascientifica, ma l’intento concreto di una regione italiana, il Trentino-Alto Adige, per far fronte in modo pragmatico alle evidenti carenze del nostro sistema previdenziale. Il disegno di legge prevede contributi fino a 1.100 euro per ogni nuovo nato, adottato a affidato che verrà iscritto al fondo previdenziale: 300 euro all’iscrizione e poi 200 euro ogni anno per i 4 anni successivi. Previsti 3,2 milioni di euro per il primo anno, poi 2 milioni annui. La Regione si aspetta una risposta del 20% sui circa 8500 nati all’anno in Trentino Alto Adige.

Previdenza complementare per i nuovi nati

Il disegno di legge dal titolo «Incentivo all’iscrizione a forme di previdenza complementare di nuovi/e nati/e», presentato dalla Giunta regionale, approderà in Consiglio regionale mercoledì 17 settembre. La legge dovrebbe entrare in vigore entro fine anno. L’intento è facilitare l’accesso alla previdenza complementare per i più giovani, attraverso versamenti che vengono effettuati dalla famiglia sin dalla nascita.

I bambini che potranno beneficiare del bonus

A beneficare del bonus, oltre ai bambini del 2025, anche i nati dal 2020, fino al compimento dei 5 anni. Per le adozioni la contribuzione varrà per i cinque anni successivi, indipendentemente dall’età (fino ai 18 anni).

I requisiti per ottenere il bonus

La condizione per ricevere il contributo complessivo di 1.100 euro, è che la famiglia versi sul fondo pensione al quale ha iscritto il figlio o la figlia, almeno 100 euro all’anno. Per accedere al bonus non ci sono vincoli di reddito, la famiglia deve soltanto dimostrare di risiedere da almeno tre anni in Trentino-Alto Adige e il bambino dovrà essere residente alla nascita o acquisire la residenza in regione per effetto del provvedimento di adozione o affidamento. E per continuare a ricevere i soldi, dovrà continuare a risiedere stabilmente in regione.