I casi di legionella segnalati a Milano — un focolaio individuato tra alcuni condomìni di via Rembrandt, in zona San Siro — ha riportato l’attenzione su questa malattia respiratoria che in alcuni casi può rivelarsi letale. Una persona è deceduta e altre sono state ricoverate, mentre ATS ha avviato controlli sugli impianti idrici per individuare la possibile origine dell’infezione.
Una situazione che non riguarda solo Milano: negli ultimi mesi, infatti, si sono registrati altri episodi in varie regioni italiane, con un aumento generale dei casi. Conoscere come si trasmette la legionella e quali segnali non ignorare può aiutare a ridurre i rischi per tutte noi.
Il focolaio di Milano: cosa sappiamo finora
Il focolaio è stato rilevato in un’area circoscritta attorno a via Rembrandt: 11 le persone contagiate, di cui una deceduta – un uomo di 89 anni già provato da altre patologie – e otto ricoverate in ospedale.
Secondo le informazioni diffuse dalle autorità sanitarie locali, i primi accertamenti si sono concentrati nelle abitazioni delle persone coinvolte e si è fatta una valutazione di altri luoghi sensibili del quartiere, dove il batterio può proliferare se le temperature dell’acqua sono favorevoli.
Cos’è la legionella e come si trasmette
La legionella è un batterio che vive in ambienti acquatici e si sviluppa soprattutto negli impianti idrici quando l’acqua raggiunge temperature tra i 20 e i 45 gradi. Non si trasmette da persona a persona, ma attraverso “aerosol”, ossia inalando minuscole gocce di acqua contaminata. Si tratta di particelle d’acqua nebulizzate provenienti da docce, rubinetti, condizionatori non soggetti ad adeguata manutenzione. Le persone più a rischio sono gli over 50, i fumatori, chi ha patologie respiratorie o un sistema immunitario indebolito. Edifici popolari, impianti centralizzati, tubature e sistemi idrici complessi rappresentano ambienti favorevoli alla diffusione del batterio se non adeguatamente gestiti e manutenuti.
Gli altri casi recenti di legionella
Altri casi di legionella si sono riscontrati nei mesi scorsi sia a Milano che in altre regioni italiane. Nel capoluogo lombardo, in via Rizzoli (quartiere di Crescenzago), a Milano, è stato segnalato all’inizio dell’estate 2025 un focolaio. Sei i casi accertati, di cui uno ha avuto esito mortale (un uomo di 91 anni).
Mentre nel 2024 a Corsico e Buccinasco sono stati notificati 61 casi e 4 persone di oltre 70 anni, affetti da comorbidità, sono morte.
Nel novembre 2024 nel quartiere Tessera di Cesano Boscone, nella zona sud-ovest di Milano, sono stati segnalati almeno cinque casi di legionellosi, con controlli e sanificazioni immediate.
I dati nazionali mostrano che l’Italia registra ogni anno oltre 3.000 casi di legionellosi. L’aumento stimato nel 2022 è stato del 14% rispetto all’anno precedente. Sei regioni (tra cui Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Lazio e Piemonte) concentrano la maggior parte dei casi.
Perché la legionella fa paura: le conseguenze possibili
La legionella può provocare una forma di polmonite anche grave, soprattutto nelle persone fragili. Quando si sviluppa la cosiddetta “Malattia del Legionario”, i sintomi possono includere febbre alta, tosse secca, difficoltà respiratoria, dolori muscolari. Nei casi più severi, complicanze respiratorie che richiedono il ricovero. Un focolaio rischia inoltre di provocare allarmi nella cittadinanza, con controlli straordinari negli edifici, chiusure di impianti, interventi tecnici e bonifiche che coinvolgono interi quartieri.
Sintomi da riconoscere e quando rivolgersi al medico
Il consiglio più importante è non sottovalutare sintomi respiratori che compaiono dopo aver usato impianti idrici potenzialmente contaminati. Se compaiono febbre, tosse persistente o difficoltà a respirare, è bene contattare subito il medico, soprattutto se si appartiene a una categoria a rischio.
Per quanto riguarda la prevenzione domestica, mantenere in buone condizioni gli impianti idrici è fondamentale. È opportuno far scorrere l’acqua dei rubinetti se non li si usa da tempo e fare controllare periodicamente gli impianti condominiali quando previsto.