Se ne parla da tempo, la si invoca da anni, ma la pillola contraccettiva per l’uomo non c’è ancora, anche se adesso sono arrivati i risultati dello studio di fase 1 sull’uomo, che sono incoraggianti. Le ricerche sulla cosiddetta YCT-529, a base non ormonale, sembrano aver dato esito positivo. Se confermati potrebbero portare a una vera e propria rivoluzione, liberando le donne dalla responsabilità di essere le uniche a dover assumere una pillola per evitare gravidanze indesiderate.

La ricerca sulla pillola anticoncezionale maschile

Le prime ricerche scientifiche su un prodotto che inibisca la produzione di spermatozoi risalgono a diversi anni fa. Una prima accelerazione si è avuta nel 2022, quando un gruppo di ricercatori dell’Università del Minnesota, negli USA, aveva scoperto una sostanza efficace al 99% nei topi. Gli esperti, però, avevano invitato alla cautela, ricordando come spesso le sperimentazioni sugli esseri umani possono non portare agli stessi risultati di quelle condotte sugli animali.

L’ottimismo dopo i test sull’uomo

Ora, alla fine del primo test di fase 1 sugli uomini, cresce l’ottimismo: YCT-529 – questo il nome della sostanza alla base della pillola – si è rivelato sicuro, ben tollerato e privo di effetti collaterali significativi, ossia soprattutto calo del desiderio, disfunzione erettile, riduzione della massa muscolare, stati di ansia e depressione. Naturalmente è ancora presto per poter ipotizzare un arrivo sul mercato in tempi rapidi: dopo i test sui topi, che dopo l’interruzione del trattamento avevano visto un ritorno alla fertilità, si è somministrato il farmaco a un campione di appena 16 volontari.

La riduzione di fertilità sarebbe momentanea

In particolare sono state somministrate loro due dosi di YCT-529, in quantità variabili (da 10 a 180 mg), mentre a un gruppo di controllo è stato offerto un placebo. La somministrazione è stata sospesa dopo un monitoraggio di 15 giorni, durante i quali il prodotto si è dimostrato efficace nell’inibire la fertilità maschile senza alterazioni significative dei livelli ormonali, del ritmo cardiaco, della funzionalità renale ed epatica, né effetti negativi sull’umore e sul desiderio sessuale.

Come funziona la pillola anticoncezionale maschile

Il nuovo potenziale contraccettivo orale maschile, quindi, sotto forma di “pillolo”, agisce sul recettore di acido retinoico alfa (RAR- α), una proteina che si lega all’acido retinoico, che influisce nella crescita delle cellule e nella formazione degli spermatozoi. Rispetto a precedenti sperimentazioni, che avevano tentato di inibire tutti i tipi di proteine coinvolte nel processo (le cosiddette RAR-α, RAR-β e RAR-γ), i ricercatori hanno poi puntato sulla sola α, per ridurre gli effetti collaterali. Gli studi hanno quindi portato a individuare YCT-529, in grado di ridurre gli spermatozoi al punto tale da prevenire del 99% una gravidanza nei topi femmine.

L’esperto invita alla prudenza

Adesso occorrerà testare il farmaco su un campione più ampio di uomini sani tramite uno studio di fase 2. Successivamente si potrà avviare la fase 3, che prevede un ulteriore ampliamento della platea, per verificare l’efficacia reale del “pillolo”, ma anche e soprattutto la sua reversibilità e gli eventuali effetti collaterali sul lungo periodo. Solo al termine dell’iter, il prodotto potrà ricevere le necessarie autorizzazioni da parte degli Enti regolatori e quindi essere commercializzato, in base a criteri decisi dai singoli Stati. «In realtà io estenderei i test sull’uomo ancora in fase preclinica. L’entusiasmo, commerciale e ideologico, è comprensibile, ma occorre prudenza», sottolinea Emmanuele A. Jannini, ordinario di Endocrinologia e Sessuologia medica all’Università di Roma Tor Vergata.

È importante responsabilizzare anche gli uomini

«Credo sia da sottolineare il desiderio di ripartire più equamente tra uomini e donne la responsabilità della riproduzione. Ad oggi di fatto l’unica strada per inibire la fertilità maschile è il taglio dei dotti deferenti, quindi la soluzione chirurgica. Per le donne, invece, c’è la pillola, ma influiscono anche altri fattori: basti pensare che lo stress può limitare l’ovulazione femminile, mentre non ferma la produzione di spermatozoi. Si parte, quindi, da una base biologica molto differente tra i due generi», spiega ancora Jannini.

La variabile sociale e culturale

Alle differenze fisiologiche si aggiungono poi le variabili culturali: «Ben venga la possibilità di una pillola anti concezionale maschile, ma rimarrà sempre, a livello sociale, una grande differenza: il maschio, che non porta su di sé in modo diretto gli effetti di una eventuale gravidanza, rimarrà sempre meno affidabile, di lui – va ammesso – sarà sempre scontato non fidarsi», dice Jannini, che osserva quella che definisce una «contraddizione: fin dall’introduzione della pillola nel 1960 il femminismo si è fondato sull’idea del controllo del proprio corpo da parte delle donne, ma allo stesso tempo si è chiesta una maggiore responsabilizzazione maschile sul piano della contraccezione».

Agli uomini piacerebbe la pillola maschile?

Se oggi molte donne accoglierebbero con sollievo l’arrivo di una pillola contraccettiva maschile, anche tra gli uomini l’idea di poter assumere un anticoncezionale sembrerebbe comunque piacere e da tempo. Fin dal 2019, infatti, un sondaggio di YouGov indicava come nel Regno Unito un terzo degli uomini sessualmente attivi sarebbe stato propenso a ricorrervi. «Io stesso sono figlio di una generazione di andrologi che hanno creduto nel “pillolo” a base di testosterone: un progetto nato da un collega tedesco, sperimentato in Cina e su cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha investito molto, ma che è fallito per motivi anatomici, fisiologici e ideologici», ammette il professore.

A che punto siamo e cosa aspettarsi

«Ben vengano, dunque, le sperimentazioni, se non altro perché aiutano a indagare di più sui meccanismi della fertilità, pur nel tentativo di limitarla – sottolinea Jannini – Non voglio spegnere gli entusiasmi, al contrario credo che queste ricerche apriranno nuovi orizzonti, ma nello stesso tempo è doveroso chiarire che siamo ancora lontani dall’idea di poter disporre in tempi brevi di una pillola anticoncezionale maschile».