Si restringono le porzioni, ma il prezzo rimane uguale o, peggio, lievita. Si chiama Shrinkflation ed è un fenomeno noto da qualche tempo. Ma potrebbe ormai avere le ore contate: il 15 luglio, infatti, entra in vigore il decreto del Governo con cui scattano le norme “anti riporzionamento”. Come spiega il Codacons, dunque, produttori e distributori saranno tenuti a informare i consumatori nel caso in cui varino le quantità di prodotto venduto in confezioni del tutto uguali rispetto al passato, mantenendo il costo identico (o persino superiore). È il classico caso dei gelati.
Stop variazioni “silenziose” delle quantità
Come chiarisce l’associazione dei consumatori, infatti, chiunque produca o distribuisca merce che viene venduta in quantità inferiore, ma a prezzo identico o persino superiore, dovrà necessariamente fornire informazioni ai clienti sulla variazione e la percentuale di aumento del prezzo riconducibile alla diminuzione del prodotto stesso, presso i punti vendita o sui canali digitali. La novità è prevista in un decreto legislativo chiamato “Misure di contrasto alle prassi commerciali di riporzionamento dei prodotti preconfezionati”. Prima di entrare in vigore, però, la norma doveva passare al vaglio dell’UE.
Scaduti i tre mesi per modificare la norma
L’Unione europea, dunque, aveva tre mesi di tempo per eventualmente presentare rilievi alla legge, ma in assenza di contestazioni, il decreto si intende approvato e diventerà effettivo a partire dal 15 luglio. Tutto risolto, quindi? Non proprio, secondo il Codacons, che definisce comunque “le misure contro la Shrinkflation annacquate e poco incisive”. Come si sottolinea, è scomparso l’obbligo per i produttori di indicare in etichetta la dicitura: “Questa confezione contiene un prodotto inferiore di X (con specifica dell’unità di misura) rispetto alla precedente quantità”, mentre è rimasto il vincolo di comunicare le variazioni lungo la filiera commerciale, coinvolgendo anche i distributori fisici o online.
Che cosa è la shrinkflation
Agli occhi dei consumatori, la shrinkflation è una forma subdola delle aziende di rivalersi su di loro per i prezzi di produzione aumentati anche a causa della congiuntura economico-politica. Contro questa tendenza, che le associazioni dei consumatori denunciano ormai da qualche anno, il 4 dicembre 2024 la Camera dei deputati ha approvato, all’interno del ddl Concorrenza, una una norma che punta a contrastare la mancanza di trasparenza legata alla shrinkflation. Il ddl Concorrenza è stato approvato anche al Senato.
La norma anti shrinkflation
Secondo il decreto, l’etichetta o bollino dovrà essere ben visibile sulle confezioni e dovrà rimanere visibile per sei mesi dal momento in cui il prodotto è stato ridotto. Poi, potrà essere eliminata. Con questo stratagemma si intende da un lato mettere in guardia i consumatori e dall’altro mandare un segnale forte alle aziende. Infatti, negli ultimi due anni le confezioni di prodotti alimentari e di igiene personale hanno subito una riduzione di prodotto del 16%, mentre i prezzi sono saliti anche fino all’80%. Sui social network molti cittadini hanno denunciato di sentirsi presi in giro dalle aziende.
L’impatto negativo sull’ambiente
Secondo quando spiegato da Federconsumatori, «l’effetto a lungo termine si ripercuote sul potere d’acquisto dei consumatori, che pagano un prezzo più alto per una quantità minore di cibo. Non è trascurabile, inoltre, l’impatto negativo sull’ambiente. Riducendo solo la quantità di prodotto senza adattare le confezioni si genera un eccesso di materiale di imballaggio».
Come tutelarsi
Coinvolti prodotti alimentari, come pasta, patatine, birra e anche prodotti per la pulizia della casa, per l’igiene personale e detersivi per il bucato. Sempre Federconsumatori ha denunciato: «A causa della shrinkflation, acquistando il multipack abbiamo l’impressione di risparmiare molto di più di quanto in realtà non accada. Riducendo le quantità dei prodotti inseriti in pacchi “maxi promo”, infatti, l’offerta potrebbe essere meno vantaggiosa di quanto appaia. Ci permette probabilmente di acquistare a un prezzo vantaggioso, ma meno di quanto crediamo». Da qui la norma. Nel frattempo, le associazioni dei consumatori invitano i cittadini a tutelarsi comparando il prezzo al peso, leggendo le etichette attentamente e cercando di essere il più possibile consapevoli dei cambiamenti nel packaging.