Potrebbe esserci un nuovo mondo abitabile «dietro l’angolo cosmico». Un gruppo di astronomi dalla Penn State University ha annunciato la scoperta di GJ 251 c, un pianeta che orbita intorno a una piccola stella nella costellazione dei Gemelli, a circa 18 anni luce dalla Terra.
La scoperta, pubblicata sull’Astronomical Journal, descrive un pianeta che potrebbe somigliare – almeno in parte – alla Terra. E la cosa più affascinante è che si trova nella zona abitabile della sua stella: la regione in cui l’acqua liquida potrebbe esistere in superficie.
Una super-Terra «a portata di telescopio»
La stella madre, Gliese 251, è una nana rossa, più piccola e fredda del nostro Sole. Questo significa che la «zona giusta» per ospitare vita si trova molto più vicino alla stella. GJ 251 c le orbita attorno in appena 53 giorni, ma riceve una quantità di luce paragonabile a quella che la Terra riceve dal Sole.
Gli astronomi stimano che il pianeta abbia una massa circa 3,8 volte quella terrestre, il che lo colloca nella categoria delle super-Terre rocciose. Non si conoscono ancora il suo raggio né la sua composizione, ma tutto fa pensare che potrebbe avere un’atmosfera stabile – e forse, chissà, acqua liquida.

Come è stato scoperto GJ 251 c
La scoperta di GJ 251 c è il frutto di un lungo e paziente lavoro, basato su oltre vent’anni di osservazioni della nana rossa Gliese 251. Gli astronomi hanno utilizzato strumenti ultra-precisi come l’Habitable-Zone Planet Finder in Texas e NEID in Arizona, combinando poi i dati con archivi provenienti dai telescopi Keck, CARMENES e SPIRou.
Il pianeta non è stato «visto» direttamente, ma individuato grazie al metodo delle velocità radiali, che misura le minuscole oscillazioni della stella causate dalla gravità di un pianeta orbitante. Analizzando la luce di Gliese 251, i ricercatori hanno notato un segnale regolare ogni 53 giorni, impossibile da spiegare con l’attività stellare. Dopo numerosi controlli e simulazioni, il segnale si è rivelato solido: un nuovo pianeta, probabilmente una super-Terra nella zona abitabile.
In attesa di risposte
«Cerchiamo mondi come questo perché sono la nostra migliore possibilità di trovare la vita altrove», ha affermato l’astrofisico Suvrath Mahadevan. Come spiegato dai ricercatori, gli strumenti attualmente a disposizione non hanno una potenza tale da verificare la presenza di molecole compatibili con la vita nell’atmosfera di GJ 251 c. «Non possiamo ancora confermare la presenza di un’atmosfera o di forme di vita, ma GJ 251 c è un passo decisivo nella ricerca di mondi abitabili oltre il nostro sistema solare», ha spiegato Mahadevan. Solo telescopi di prossima generazione, come il Thirty Meter Telescope e l’Extremely Large Telescope, potrebbero riuscire a osservarlo direttamente, analizzando la sua luce, e cercare tracce di atmosfera.