L’inchiesta sulla rete di siti sessisti chiusi nelle scorse settimane si arricchisce di nuovi dettagli. La Procura di Roma ha infatti inserito ulteriori ipotesi di reato tra quelle contestate a chi gestiva o frequentava piattaforme online come Phica.eu. L’attenzione si concentra in particolare su contenuti pubblicati nei forum che, oltre a diffondere immagini intime senza consenso, offrivano vere e proprie guide su come spiare donne nei camerini dei negozi e negli spogliatoi delle palestre.

Tecniche per spiare nei luoghi privati

Tra le sezioni poi eliminate durante l’ondata di indignazione pubblica, alcune spiegavano in dettaglio come posizionare microcamere in spazi riservati alle donne. Le istruzioni, fornite dagli utenti, descrivevano modalità per eludere la sorveglianza e ottenere registrazioni non autorizzate. Queste pratiche rappresentano una grave violazione della privacy, tanto che i magistrati hanno ipotizzato, tra gli altri reati, anche quello di istigazione a delinquere.

Estorsione e tentativi di ricatto alle donne

L’indagine non si limita alla diffusione illecita di immagini. Alcune vittime hanno raccontato di essere state ricattate, con richieste di denaro in cambio della rimozione di contenuti compromettenti. In un caso, una donna avrebbe ricevuto una richiesta di mille euro. In un altro, è stato chiesto un contributo economico per eliminare l’iscrizione al sito. Questi episodi spingono gli inquirenti a valutare l’inserimento di ulteriori reati come estorsione e tentata estorsione.

La posizione del manager sotto accusa

Al centro dell’inchiesta c’è anche un manager italiano, Roberto Maggio, residente tra Dubai e Sofia, indicato come possibile gestore del sito. Intervistato dal Tg5, ha negato ogni coinvolgimento diretto nella gestione dei contenuti, dichiarando che la sua azienda si occupa esclusivamente della parte relativa ai pagamenti all’estero. Ha, inoltre, affermato di non essere stato ancora contattato dalla polizia postale, ma di confidare nelle indagini per l’individuazione dei veri responsabili.

Le denunce di centinaia di donne

Nel frattempo cresce il numero delle donne che si sono rivolte alla giustizia dopo aver scoperto che i loro scatti privati erano stati pubblicati senza autorizzazione. L’avvocata Annamaria Bernardini de Pace ha promosso una class action raccogliendo centinaia di segnalazioni da parte di vittime, alcune delle quali appartenenti al mondo dello spettacolo e della politica. Il gruppo legale da lei coordinato intende agire sia in sede penale che civile, richiedendo risarcimenti e interventi urgenti.