Arisa: «Con il broncio la vita è brutta»

16 12 2016 di Mattia Carzaniga
Credits: Andrea Vailetti - Simple AG.

È la frase con la quale Arisa ha superato le polemiche di X Factor e la rottura con il fidanzato storico. E adesso festeggia i primi 7 anni della sua carriera, con un album e un tour.

La felicità porta fortuna è il titolo di un bellissimo film di Mike Leigh uscito qualche anno fa. Mi è tornato in mente dopo aver incontrato Arisa: quando parli con lei, sei investito da una carica di gioia. «Buongiorno, signora!» urla a una vicina di casa incontrata per strada a Milano. «Sto facendo un’intervista, ma se ha bisogno ci sono!». Il pensiero positivo della cantante è il filo conduttore della nostra chiacchierata, cha spazia da ruolo di giudice a X Factor 10, da poco terminato, a Voce Best Of, l’ultimo album che raccoglie i brani cult dei suoi primi 7 anni di carriera. L'album, il tour, il bello di essere single, X Factor: ecco tutto quello che ci ha raccontato. 

<p><em>La copertina del nuovo album di Arisa, Voce</em></p>

La copertina del nuovo album di Arisa, Voce

Un “greatest hits” a 34 anni: che effetto fa?

È la chiusura di un capitolo importante, mi preparo a una nuova vita. Presto cambierò casa, poi mi aspettano nuovi progetti di lavoro (la seconda stagione del reality Il ricco e il povero con Chef Rubio, in onda l’anno prossimo su Discovery, ndr). Voglio accumulare esperienze, perché la vita è una: non ci si può fossilizzare.

Dopo quella da cantante a conduttrice, dobbiamo aspettarci nuove metamorfosi?

Sono diventata anche restauratrice di mobili (ride, ndr). L’altro giorno mi sono messa a sistemare un vecchio tavolino, una fatica! Ma mi sono impegnata, l’ho scartavetrato, ho comprato la vernice: la casa era un disastro. Vorrei imparare una professione nuova, tengo sempre pronto un piano B. Anche se poi è la vita a decidere, a sorprenderti. Quest’anno mi hanno richiamata a X Factor (era stata in giuria già nella quinta e sesta edizione, ndr), non me l’aspettavo. Poi è arrivato il disco. Un’esperienza ne chiama un’altra, se sei disposta ad accoglierle.

Quando la vita ti ha sorpreso?

Quando Mogol ha lanciato in Basilicata le borse di studio per il Cet, la sua accademia. Canto fin da piccola, avevo 4 anni, ma se non avessi vinto quel bando probabilmente non sarebbe diventato un mestiere. All’epoca facevo l’estetista, avevo un ragazzo che mi piaceva un sacco. Però i sogni mi portavano altrove.


Crediti Andrea Vailetti - Simple AG.

Crediti Andrea Vailetti - Simple AG.

Crediti Andrea Vailetti - Simple AG.

Crediti Andrea Vailetti - Simple AG.

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Ti manca il Sud?

Mi dispiace che sia una terra dimenticata, che certe tradizioni col tempo stiano scomparendo. Ma in fondo io sono la prima a  essermene andata. E anche mia sorella Sabrina, che da anni vive a Londra. Ammiro chi resta. Dico sempre ai miei genitori di trasferirsi al Nord, ma loro non si muovono: lì hanno costruito una vita intera.

L’inedito della tua raccolta si intitola Una cantante di musica leggera. Ti si addice come definizione?

La leggerezza è uno stato necessario, no? Tricarico ha scritto il pezzo pensando a me, io me ne sono subito innamorata.

Il brano che ti ha lanciata è Sincerità. Anche questa parola sembra rappresentarti. Anzi, per alcuni sei fin troppo schietta.

Ho imparato a fregarmene delle polemiche (nel corso di X Factor è stata criticata sia dagli altri giudici sia dal pubblico, ndr). Ti insegnano che in tv devi essere te stesso, poi quando dici quello che pensi diventi un rompiscatole. È come insegnare a un bambino a parlare e poi farlo stare zitto. Io sono così, non studio da “personaggio”.

Anche sui social network non hai peli sulla lingua.

Mi mostro senza filtri, mi piace condividere i miei pezzi di vita quotidiana. Ora mi sono appassionata alle “stories” su Instagram: è un modo per sentirmi ancora più vicina alla gente.

Dopo il bilancio professionale, ne facciamo uno sentimentale?

È facile. Ora c’è il nulla. Ho chiuso da poco una relazione di 6 anni (con il manager Lorenzo Zambelli, ndr): abbiamo deciso di prenderci un momento di pausa e non siamo più tornati indietro. Ma ci lega un grande affetto: quando costruisci qualcosa con una persona è per sempre, anche se il sentimento cambia. Lo canto ne La notte: «La vita può allontanarci, l’amore continuerà». Oggi sto bene da sola.

Ne sei certa?

Vivo l’amore in modo totalizzante. Quando sto con un ragazzo esiste solo lui, tendo ad annullarmi. Ora finalmente ho tempo per respirare, per dedicarmi agli altri. Voglio stare con gli amici, con la mia famiglia. A Natale volerò a Londra da Sabrina: io e lei da sole, come quand’eravamo piccole.

Insomma, single è bello?

Di cosa dovrei lamentarmi? Sono una privilegiata, faccio il lavoro che mi piace. E bisogna cercare di essere positivi. L’abbiamo visto pochi mesi fa: da un momento all’altro può arrivare un terremoto e distruggere la tua vita. Quelli sono i drammi veri. Per il resto, che male fa un sorriso? Quest’estate ero in Messico, in un bar c’era appesa la foto di un uomo con la faccia cupa e una scritta che diceva: “Con il broncio la vita è brutta”.

In una recente “story” su Instagram hai fotografato un pezzo dedicato al Principe Harry apparso su Donna Moderna. La tua didascalia diceva: «Quella che cerchi sono io!».

Magari scegliesse me: è un figo! E poi non mi dispiacerebbe diventare una principessa. 


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