Fedez e J-Ax, per la prima volta in tour insieme

30 09 2016 di Silvia Gianatti
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Fedez e J-Ax, J-Ax e Fedez. Raramente sodalizio artistico fu più funzionante. Dopo il multiplatino di Vorrei ma non posto, brano che verrà contenuto nel loro album di inediti previsto a gennaio 2017, i due rapper milanesi annunciano il tour insieme, in partenza da marzo. E si sa già che funzionerà. Come loro

L’album di inediti di Fedez e J-Ax uscirà il prossimo gennaio per Sony Music. Scritto a quattro mani conterrà anche il grande successo di quest’estate Vorrei ma non posto (5 platini, più di 100 milioni di visualizzazioni su YouTube).

Il tour partirà invece da Torino l’11 marzo e terrà i due cantanti impegnati per un mese nei palazzetti di tutta Italia, per il gran finale a Milano il 10 aprile. Per ora sono state annunciate 10 date, probabilmente aumenteranno.

I biglietti sono acquistabili dal 30 settembre online e nei punti vendita dal 31. Inutile dire che sarà un successo anche questa volta. Ed ecco (secondo noi) perché. Sfoglia la gallery!

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Fedez e J-Ax sono incubatori di successo

Fedez e J-Ax si siedono a tavolino, buttano giù frasi che vanno a tempo di musica, sperimentano, ricercano, più parole ci sono meglio è, se si arrabbia qualcuno ancora meglio (vedi la polemica degli esami comprati all’università), e il brano di turno diventa un tormentone. Facile immaginare come andrà l’album.

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Fedez e J-Ax fanno parlare

E non solo di musica. Basta che Chiara Ferragni venga avvistata in zona Fedez e per giorni non si parla d’altro. Basta che un tweet venga interpretato in modo polemico e parte la querelle che finisce anche sui giornali. Basta che i due mostrino interesse per qualcosa e quel qualcosa ottiene le luci puntate su sé (e il nome Rovazzi ormai dovrebbe dirci qualcosa).

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Fedez e J-Ax sono anche imprenditori

Che si siano trovati bene insieme lo si è capito il giorno in cui è nata Newtopia, la loro agenzia di managment, produzione, e incubatrice di talenti. Investono, promuovono, ci provano. A volte in prima linea, altre dietro le quinte. A tanti sarebbe bastata la musica, loro hanno capito che attorno c’è molto di più.

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Fedez e J-Ax sono simili

Fedez e J-Ax hanno storie diverse, età diverse, percorsi diversi. Eppure sono simili. Amanti della cultura rap, infanzie di periferia (che non vuol dire povertà), ricerca di espressione in parole e musica. Ma soprattutto voglia di emergere. J-Ax ha vissuto un enorme successo negli anni 90 e poi il declino. E lo scrive proprio in questi giorni su Facebook: «Ricordo quando nessuno voleva più avere a che fare con me». Quel senso di rivalsa, quell’aver cambiato prospettiva. Quella voglia di comandare il mondo. Fino all’incontro con Fedez: «Mi ha dato il calcio nel culo necessario per rimettere in circolo nel mio corpo l’adrenalina e la voglia di fare. Mi ero abituato a pensare in piccolo. La mia mentalità era quella di fare il pedalò in un mondo di yacht con la pista di atterraggio per l’elicottero».

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Fedez e J-Ax sono commerciali

Ovvero non sono snob. Potrebbero. Avrebbero potuto. E invece non hanno mai rifiutato le offerte da loro reputate “utili” alla loro carriera e visibilità.

Ecco perché uno dei due è nella tv commerciale, nel programma meno underground della storia della musica (Amici di Maria De Filippi per J-Ax, dopo l’esperienza a TheVoice of Italy su Rai2) o nel programma di punta di Sky (X Factor per Fedez). A entrambi la partecipazione in tv, chi come direttore artistico, chi come giudice già alla sua terza edizione, ha giovato non poco. Il pubblico ha imparato a conoscerli. Per amarli o anche criticarli, non conta. Quel che conta è che hanno raggiunto tutti.

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Fedez e J-Ax sono generosi

Dietro alla macchina da soldi e successo ci sono anche i cuori. Prima la donazione per il terremoto di Amatrice, poi il viaggio di Fedez in Libano, solo negli ultimi mesi. A voler mantenere il contatto con la realtà, a voler aiutare con i loro mezzi e possibilità. Che diventa una mossa pubblicitaria per la loro immagine anche quella, che viene criticata anche quella.

Ma se solo lo facessero tutti: «Da qualche anno a questa parte vivo in una sorta di bolla virtuale, una realtà aumentata in cui i sentimenti sono ovattati e le emozioni sembrano di plastica. Per me, che vengo dal basso e so che cosa significhi sputare il sangue per cercare di cambiare vita, perdere il contatto con la realtà è a tratti alienante e inaccettabile. Forse anche per questo ho deciso di vivere un'esperienza che mi faccia immergere in un contesto forte ma, al tempo stesso, drammaticamente vero», ha dichiarato Fedez sulla sua pagina Facebook partendo con Unicef.

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Fedez e J-Ax se la godono

Ed è questo forse il vero motivo per cui questi due funzionano così bene. Si divertono. Si godono il loro poter dire e fare quello che pensano. Il loro toccare e far diventare oro quello che vogliono, il loro poter dire «Credete in voi stessi» come piccoli grandi messaggeri. Perché in fondo ci credono davvero. Perché in fondo sono partiti dal basso davvero. Perché poi ce l’hanno fatta. Alessandro e Federico, i due che sognavano la musica, registrando cassettine in cameretta e che ora fanno cantare tutti (provare per credere anche con i bambini di tre anni).

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