Harry Potter compie 20 anni (ed è ancora un mito)

Dal 1997 a oggi il maghetto con la cicatrice ha venduto 450 milioni di copie. Protagonisti in cui è facile identificarsi, un’ambientazione insieme fantastica e reale, una struttura narrativa impeccabile: 3 generazioni di lettori ci spiegano perché lo amano ancora tantissimo

Quanti viaggi dal binario 9 e ¾ alla volta di Hogwarts in questi 20 anni... Quando il 26 luglio 1997 è stato pubblicato il primo romanzo su Harry Potter, tutti immaginavamo che il maghetto con gli occhiali e la cicatrice, dopo mille avventure, sarebbe riuscito a sconfiggere il malvagio Voldemort. Ma nessuno prevedeva che avrebbe cambiato l’editoria per ragazzi: i libri della saga di J.K. Rowling sono stati tradotti in 79 lingue, vendendo 450 milioni di copie per un giro d’affari di 7 miliardi di euro. «È il più grande successo editoriale degli ultimi 20 anni» sottolinea Domenico Bartolini, direttore della rivista Liber, che dal 1988 osserva le pubblicazioni per l’infanzia e analizza i prestiti di centinaia di biblioteche italiane.

Ha rilanciato il fantasy

«Dal 2000 al 2010 il libro più richiesto dai ragazzi è sempre stato un Harry Potter, seguito quasi sempre da un altro paio di volumi della saga» nota Bartolini. «Anche oggi i romanzi sul magico mondo di Hogwarts sono nelle prime posizioni». Il bestseller di J.K. Rowling è passato come un ciclone su lettori piccoli e grandi: «Prima, tra le nuove uscite annuali per ragazzi, i titoli fantasy non arrivavano alla decina: oggi sono quasi un centinaio. Non solo. Harry Potter ha aperto la strada alla serialità: a lui sono seguiti, per esempio, i vampiri di Stephenie Meyer e i bambini alchimisti di Moony Witcher. Soprattutto, ha abbattuto il confine tra libri per l’infanzia e libri per adulti: tra i fan della Rowling ci sono bambini, adolescenti, 30enni e 50enni.

Parla del mondo contemporaneo

Ma per quale ragione Harry Potter è diventato un cult intergenerazionale? «Ha tutti i must della letteratura per ragazzi: dalla perdita al viaggio, all’elemento fantastico. Ma li trasforma in maniera attualissima» spiega Marina Lenti, autrice di J.K. Rowling: l’incantatrice di babbani (Ares). «I protagonisti non sono eroi invincibili, ma 3 nerd che incarnano da un lato l’inadeguatezza degli adolescenti, dall’altro l’importanza di essere se stessi. Anche il mondo magico è, sì, fonte continua di meraviglia e divertimento, però è allo stesso tempo familiare e reale, con la scuola, i compagni, i giornali, la politica... Il tutto dentro un universo narrativo raccontato nei dettagli, con una grande capacità di invenzione linguistica e con una struttura rigorosissima: indizi, rimandi e storie secondarie si incastrano perfettamente per quasi 4.000 pagine». In 20 anni Harry Potter è diventato un autentico classico, che non smette di affascinare il pubblico di tutte le età. Come confermano qui i fan appartenenti a 3 diverse generazioni di lettori. La prima ha scoperto Harry Potter nel 1997, quando è uscito. La seconda lo ha conosciuto nel 2007, quando veniva pubblicato l’ultimo capitolo della saga. Il terzo lo ha iniziato (e finito) adesso.

I numeri di un fenomeno

500 Le copie della prima tiratura in inglese di Harry Potter e la pietra filosofale nel 1997. È l’unico libro firmato Joanne Rowling, diventata poi J.K. per paura che una autrice donna allontanasse i lettori maschi. 12 milioni le copie da record della prima edizione americana dell’ultimo capitolo, Harry Potter e i doni della morte. 11 milioni le copie della saga vendute in Italia. 6,6 volte è quanto Harry Potter e la pietra filosofale, il primo libro, ha venduto in più nel 2015 rispetto al 1997. 51 mila la cifra record, in euro, a cui è stata battuta all’asta una copia della prima edizione inglese di Harry Potter e la pietra filosofale. 800 milioni il patrimonio in euro di J.K. Rowling: il doppio di quello della regina Elisabetta. 73% La percentuale di italiani tra i 5 e i 13 anni e tra i 18 e i 30 anni che ha letto almeno un volume della saga (Fonti: Christopher Little Literary Agency, Cnbc, Bonhams, Doxa).

3 generazioni di lettori ci raccontano perché amano Harry Potter

Beatrice Giudici, 28 anni: «L’ho letto alle elementari e lo rileggo ancora»

«Quando nel 1997 il primo libro di Harry Potter, fresco di stampa, mi è stato regalato da un amico dei miei genitori non l’ho neanche notato» ricorda Beatrice, junior brand manager a Londra. «Poi ho deciso di dargli una chance e ho scoperto qualcosa di totalmente diverso da ciò che mi propinavano gli insegnanti: una storia ambientata ai giorni nostri. E che storia! Un bambino della mia età alle prese con amici, scuola e avventure. Ho finito il libro in 3 giorni. Nel 2001, con l’uscita del primo film, quella che era una passione individuale diventò una mania collettiva... e una gara a chi finiva per primo i nuovi capitoli. Ogni tanto li rileggo: mi ricordano che per superare le difficoltà bisogna avere coraggio e combattere per ciò in cui si crede. Una lezione utile anche per i bambini di oggi. Intanto io mi sono trasferita a Londra da piú di 2 anni... Forse è stata proprio la magia di Harry Potter a portarmi qui!»

Francesca Tamburini, 20 anni: «Mi ha aiutata ad affrontare l’adolescenza»

«Per me Harry Potter non è solo un romanzo: mi ha accompagnato negli anni ed è diventato un punto di riferimento» spiega Francesca, studentessa di Scienze e tecniche psicologiche di Alessandria. «Alle elementari era semplicemente una storia meravigliosa nella quale immergermi. Crescendo, il suo mondo fantastico è diventato un rifugio dove allontanarmi dalla vita di tutti i giorni, dalla scuola e dalle piccole delusioni da preadolescente. Arrivata al liceo, ho conosciuto tanti altri “Potterhead”, fan di Harry Potter come me, e molti sono ancora oggi i miei migliori amici. Nonostante i 20 anni compiuti, continuiamo a rileggere i 7 libri e a sognare, forse ancora di più di quando eravamo bambini. Grazie a Harry, Ron ed Hermione abbiamo imparato i valori dell’amore, del sacrificio, della determinazione e, soprattutto, dell’amicizia. Siamo cresciuti con i personaggi di questa saga, e loro con noi. Hogwarts è stata, è e sarà la nostra casa. Sempre».

Leonardo Beducci, 10 anni: «Il mio preferito è Ron, un amico sincero»

«Ho scoperto Harry Potter guardando il film insieme alla mamma» dice Leonardo, che ha appena finito la quarta elementare a Milano. «Ed è scattata subito la scintilla. Ho tutti i libri e tutti i dvd. Con gli amici abbiamo inventato anche un quiz per vedere chi ne sa di più: io vinco sempre! Il mio personaggio preferito è Ron, perché è un grande amico. Ma la cosa più bella di Harry Potter è che è una storia piena di avventura e di magia. Ci sono momenti che fanno ridere, come quando Ron cerca di fare un incantesimo con la sua bacchetta rotta, e invece di fare vomitare lumache a Draco comincia a vomitare lumache lui... Ma anche momenti tristissimi, come quando Cedric muore per ordine di Voldemort. Leggendo i libri mi sento trasportato nella scuola di Howgarts. E insieme a Harry, Ron ed Hermione divento il quarto maghetto della compagnia».

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