La tua vita in un libro: la quarta prova di Anna

27 11 2017

Le concorrenti del talent “La tua vita in un libro” affrontano la quarta prova: utilizzare il lessico familiare. Ecco la prova di Anna

QUARTA PROVA: IL LESSICO FAMILIARE

La casa in cui vivevo durante l’infanzia era adiacente al negozio in cui i miei genitori occupavano la maggior parte del loro tempo lavorando senza sosta.

Al rientro da scuola, mi recavo direttamente al negozio dove mia madre, donna alquanto austera e sempre affaccendata, mi accoglieva con la sua frase di rito: «Sei già tornata?»

Dopo questa festosa accoglienza venivo “spedita” prontamente, insieme alla merenda, in una stanza ricavata in un’ala della casa dalla quale si poteva accedere direttamente dal negozio, dove venivo confinata, affinché non disturbassi la clientela.

La stanza era piuttosto buia, aveva un soffitto alto, le pareti spoglie e un po’ scrostate ed era arredata con mobili vecchi.

Sapendo che con mia madre non avevo scampo, accettavo, con rassegnazione, questo esilio forzato  e cercavo di consolarmi gustando la mia merenda succulenta che metteva a tacere il mio senso di solitudine.

Qualche istante dopo, in quel silenzio pesante e nel vuoto di quella stanza, sentivo risuonare la voce di mio padre che arrivava sorridente e mi diceva: «Tela chì el mè uslin!» (ecco qui il mio uccellino).

Appoggiavo la merenda sul tavolo, scendevo dalla sedia e correvo ad abbracciarlo con trasporto e rimanevo seduta sulle sue ginocchia a farmi accarezzare e a chiacchierare fino a quando, richiamati dalla mamma, ognuno tornava, a malincuore, alle proprie occupazioni.

Il mio papà oggi ha novantasette anni ed è cieco.

Quando mi reco a fargli visita, entro nella sua stanza carica di silenzio e malinconia, mi avvicino al letto in cui è sdraiato, gli accarezzo la mano e lui esclama felice: «Tela chì el mè uslin!».

Il commento dell'editor

Anna torna con il ricordo ai pomeriggi della sua infanzia per restituirci un’istantanea dell’amore di suo padre, un amore che non cambia nonostante il tempo che passa – proprio come le parole.

Funziona La divisione del brano in due parti distinte: una struttura che contribuisce a dare forza al finale commovente.

Vai allo speciale "La tua vita in un libro"

Riproduzione riservata