La tua vita in un libro: la quarta prova di Rosella

27 11 2017

Le concorrenti del talent “La tua vita in un libro” affrontano la quarta prova: utilizzare il lessico familiare. Ecco la prova di Rosella

QUARTA PROVA: IL LESSICO FAMILIARE

Veggio per la pensione, Pastori per il bonus nido, Guglielmetti per gli assegni familiari, Giromini per la rico alle 12.45. È impossibile finire per l’una e Dio solo sa quanto mi costa chiedere un favore a Marco Paraculo. «Scusa in pausa pranzo ho un appuntamento con l’agente immobiliare, non è che mi sostituisci negli appuntamenti e io faccio il libero?» Si accarezza i capelli e fa finta di pensare. Sappiamo benissimo entrambi che gli ho fatto un’offerta conveniente: la certezza di appuntamenti con esigenze codificate contro l’incertezza di uno sportello ad accesso libero dove può arrivare la qualunque. Tuttavia me la deve far pesare: «Pastori avrà il modello sr163 timbrato dalla banca? Guglielmetti ha già l’anf 43 per gli assegni? E per la rico ti sei ricordata di far portare i 730 2016 e 2017? Ah e Veggio è in cumulo?»

A volte ho l’impressione che ci goda a parlare in modo che la gente non capisca, indicando moduli ed esigenze attraverso sigle. A me le sue supercazzole fanno solo innervosire. «Marco non lo so, credo di averli avvisati dei documenti necessari. Certo posso pur sempre essermi dimenticata qualcosa ma se è un problema disdico con l’agente». So che questo è il punto di rottura, dove il paraculo si identifica come tale: «Ma figurati quando si può far un piacere a una collega non mi tiro certo indietro».

Marco ha un momento di godimento quando ci rendiamo conto che il mio primo utente è un professionista della polemica. Questa volta sono io a mettermi in modalità supercazzola: «Signore l’indebito è sorto perché non ha compilato il necessario modello 56bis per la Naspi. Magari le faccio io un Red con un sr162 e un ap03». Il signore rimane interdetto dal fiume di parole insensato e io posso risolvere il suo problema in pace. In fondo dai colleghi c’è sempre da imparare, persino da Marco.

Il commento dell'editor

Rosella sceglie di concentrarsi sull’uso di una lingua – quella della burocrazia e della pubblica amministrazione – che è quasi un codice segreto, indecifrabile agli occhi del pubblico.

Funziona Il personaggio di Marco Paraculo, tratteggiato con deliziosa ironia – a partire dalla scelta del nome.

Non funziona L’assenza talvolta della punteggiatura nei dialoghi.

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