La tua vita in un libro: la sesta prova di Giusy

  • 11 12 2017

Le concorrenti del talent “La tua vita in un libro” affrontano la sesta prova: scrivere l'incipit del loro memoir. Ecco la prova di Giusy

SESTA PROVA: L’INCIPIT

Ecco. Adesso sono sveglia. Finalmente un’intera notte di sonno senza fissare il soffitto.

Guardo l’orologio con fiducia. È appena passata la mezzanotte.

Dannazione! Sono andata a letto alle 10. Totale ore di sonno ristoratore: due. Una vera fregatura.

Non posso più andare avanti così. Non dormo, non ho vita sociale, non vivo. Sento che voglio arrendermi. Ho bisogno di arrendermi. La D-E-P-R-E-S-S-I-O-N-E ha vinto sulla vita. Scacco matto.

No, no, devo prendere una decisione. Mi farò aiutare. Andrò da una P-S-I-C-O-T-E-R-A-P-E-U-T-A. Ma sì, un’esperta in autostima, una persona che ti aiuta ad allenarti a vivere. La psicoterapia aiuta a diventare consapevoli di sé stessi e dei propri obiettivi, dicono. E se uno gli obiettivi non ce li ha? Ti guida nelle strategie per realizzare il tuo potenziale. Quale sarebbe il mio? Devo crederci, lei mi insegnerà a meritare la felicità. A credere nelle possibilità. A guardare con occhi nuovi. Ma perché alcune persone si svegliano sfarfallando come libellule? Lo so io perché. Dormono. Invece di arrovellarsi il cervello con mille domande. E quando si svegliano si sentono in pace con il mondo. Il loro mondo.

Invece, per me, è il popolo della notte a scandire le ore che mi separano dal mattino, le ore che mi custodiscono, che mi proteggono dai colori, dalle luci e dai rumori assordanti del mondo.

Sono sola. Non mi sono mai sentita così sola.

La mia mente. È questo il luogo dove conto i miei giorni.

E il sonno tarderà anche stasera.

Non mi resta che aspettare il mattino.

Ancora una volta.

Il commento dell'editor

Giusy utilizza la tecnica del flusso di coscienza per trasportare il lettore nella mente della sua protagonista mentre vive l’ennesima delle sue notti insonni.

Funziona bene la parte centrale del testo: il sarcasmo la rende molto realistica.

Funziona meno bene il paragrafo nel quale la protagonista prende la decisione di farsi aiutare: vorrebbe apparire spinta dall’esasperazione, ma la sua sembra più una scelta razionale, di testa e non di pancia. Potrebbe forse essere più efficace attaccare con «Perché alcune persone si svegliano sfarfallando come libellule?» e inserire successivamente l’accenno alla depressione.

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