Mollo il posto fisso e parto per l’Australia

23 03 2015 di Anna Scarano
Annalisa ha deciso di inseguire il suo sogno. E di andare a vedere cosa c'è dall'altra parte del mondo. Non è l'unica, perché sono tanti i giovani che decidono di partire per studio o per lavoro

L'inglese? Scolastico. L'entusiasmo? A mille, quello che serve per decidere di dare una svolta alla propria vita. Il sogno di Annalisa Cirrottola, 26 anni, è stato sempre quello di andare in Australia. E ora ha deciso di partire, come ci racconta lei stessa.

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Più di 20.000 giovani si sono trasferiti in Australia fra il 2013 e il 2014: la maggior parte di loro ha fra i 18 e i 30 anni e ci arriva con un visto di lavoro (Working Holiday) o per studiare. A Ilaria Gianfagna e Stefano Riva, due ragazzi udinesi partiti un anno fa, è venuta l'idea di dare una mano ai nuovi arrivati mettendo in piedi un progetto che adesso è diventato realtà. L'inizio non è stato facile, racconta Ilaria: «Lavorando giorno e notte, con il morale a volte alle stelle altre volte a terra, abbiamo creato Just Australia, il primo Infopoint gratuito a Melbourne specializzato nel realizzare percorsi di studio e di lavoro e convenzionato con una serie di scuole e istituti in tutto il Paese».



Viene voglia di partire anche a voi? Allora potrebbe esservi utile consultare http://www.immi.gov.au se intendete trascorrere un periodo di studio o lavoro in Australia, mentre http://techbeach.com.au/aba-program/ si rivolge alle start up e alle aziende italiane che vogliono operare nel mercato australiano. E per chi vuole semplicemente fare un viaggio dentro la storia dell'immigrazione c'è un sito straordinario, https://www.destinationaustralia.gov.au/site/ che raccoglie foto e racconti di immigrati, anche Italiani, che hanno raggiunto questo paese dopo il secondo dopoguerra.

 E voi avete mai pensato di andare a vivere in un Paese diverso?

A me non è successo, forse perché quando ho iniziato a pensare al mio futuro era naturale inserirsi in un percorso tradizionale e che allora era dominante: prendere un diploma o una laurea e cercare un posto fisso. Oggi, l'orizzonte per i giovani è diverso: a scuola hanno studiato una seconda lingua e possono cogliere nuove opportunità grazie alla Rete. C'è, credo, molta più competizione, perché tutti  possono sfruttare queste possibilità e acquisire nuove competenze, per esempio quelle digitali, che sono ormai scontate. E anche un'esperienza all'estero fa fare al curriculum un salto di qualità. Insomma, alla fine, si ritorna al punto di partenza: gli anni fra i 18 e i 30 sono quelli in cui ci si gioca il futuro. Che dovrà sempre essere aggiornato, perché l'evoluzione tecnologica è veloce e il cambiamento, parola chiave di questi anni, richiede di non essere mai stanchi di sperimentare e di imparare cose nuove.

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