Equitalia chiude: sconti sulle cartelle fino al 50%

Il governo ha annunciato la dismissione di Equitalia, ente incaricato della riscossione di tasse e contributi vari, odiatissimo dagli italiani proprio perché percepito come ‘vessatorio’. E con la chiusura di quell’organismo, che comunque verrà inglobato dall’Agenzia delle Entrate, cambierà anche il sistema della raccolta delle tasse. Cambierà soprattutto per chi ha debiti passati con il Fisco. Dai dati del Ministero dell’Economia, infatti, all’appello mancano ancora 109 miliardi di euro da riscuotere, fra il 2010 e il 2014. Debiti passati non onorati: il 24% dei tributi dovuti allo Stato. L’idea è: si cancellino le cartelle passate e se ne emettano di nuove, ma ‘alleggerite’. Vediamo dove e come sarà possibile.

Come saranno le nuove cartelle?

Chi ha debiti passati con lo Stato dovrà comunque onorarli. Le tasse verranno pagate e anche gli interessi sul ‘ritardato pagamento’. Verranno invece cancellate le sanzioni (che spesso portavano al ‘raddoppio’ della cartella); via anche gli interessi di mora, cioè gli interessi calcolati sulla sanzione per il mancato o ritardato pagamento. La cartella alla fine verrebbe tagliata dal 30 al 50%.

Si sta discutendo ancora sull’entità dell’aggio di Equitalia, cioè l’onere della riscossione: una voce aggiuntiva sempre in cartella e che oscilla fra il 3% e il 6% di quanto dovuto, come servizio pagato all’ente per l’esercizio della riscossione. Secondo alcuni potrebbe sparire, secondo altri verrebbe bloccata al 3%.

Per quali pagamenti è possibile la revisione della cartella esattoriale?

Questo provvedimento riguarderebbe tutte le cartelle emesse entro il 31 dicembre 2016. Quindi, tutte le somme dovute al fisco, compresi i debiti verso Inps e altri istituti previdenziali, Inail o altre pubbliche amministrazioni, per esempio quelle relative alle contravvenzioni per violazione del codice della strada emesse dai Comuni, e tutti i ‘tributi locali’.

Quando richiederla?

Probabilmente sarà il contribuente a dover richiedere la possibilità di rottamare le cartelle passate, ma il meccanismo su come funzionerà nella pratica non è stato ancora chiarito. E’ anche possibile l’invio di una lettera con una proposta da parte dell’Agenzia delle Entrate o di Equitalia prima della sua chiusura. Di certo si sa che il debito potrà essere onorato anche a rate, fino a un massimo di 36 mesi, cioè in tre anni. Chi sta saldando il suo debito attualmente con un piano a rate probabilmente beneficerà di uno sconto su sanzioni e interessi di mora, ma non su quanto già versato in passato.

Chi sta già pagando può sospendere i pagamenti per beneficiare dello ‘sconto’?

No: infatti il governo sta mettendo a punto una norma per bloccare questi furbetti. Verrebbero esclusi dal beneficio della nuova cartella ‘alleggerita’ quei contribuenti che interrompono i pagamenti di un ‘piano rateizzazione’ fra il 15 ottobre a fine anno. A rischio anche chi, dopo il 15 ottobre, non ha onorato i debiti per 5 versamenti anche non consecutive del proprio piano-rata.

Una volta che Equitalia entrerà in Agenzia delle Entrate cosa cambierà per noi?

Tecnicamente nulla perché le tasse continueranno a esistere e ci toccherà pagarle. Chiudendo il vecchio ente però il governo vorrebbe togliere di mezzo anche la cattiva nomea che Equitalia si è fatta nel tempo di ente ‘vessatorio’ e pronto a spedire cartelle e ufficiali giudiziari a ogni piè alzato. Vorrebbero cambiargli volto e dargli una riverniciata: un ‘fisco’-friendly, diciamo. Un’idea un po’ contraddittoria: perché a nessuno piace pagare tasse. In linea con questa filosofia cambierà il sistema di comunicazione del nuovo ente verso il contribuente. Verremo avvertiti via sms o mail delle imminenti scadenze. Le cartelle con le sanzioni partirebbero solo se continueremo a ignorare questi avvisi informali che ci ricordano i nostri doveri di contribuenti.

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