Lavoratori escono dall'azienda

Voucher, perché si farà il referendum

I voucher sono una forma di pagamento molto criticata. Tra il 16 aprile e l'11 giugno voteremo se mantenerla oppure no. Perché? 

Voucher, si cambia. La Consulta ha approvato il referendum promosso dalla Cgil che chiedeva di abolire i buoni per il lavoro occasionale (ma ha respinto quello sull'articolo 18). Così, tra il 16 aprile e l'11 giugno, dovremmo votare per decidere davvero se eliminare o mantenere questa formula di pagamento, molto criticata. «Forse troppo, in realtà. Perché è uno strumento sensato, nonostante alcuni abusi. Ma è diventato materia di scontro politico» spiega Francesco Seghezzi, esperto dell'Adapt (Associazione di studi comparativi sul lavoro, fondata a Modena da Marco Biagi).

Lo scopo dei voucher

I voucher hanno iniziato a diffondersi nel 2007, con una buona intenzione: dare un inquadramento regolare, fuori dal “nero”, ai lavoretti saltuari o stagionali. Un buono standard, infatti, vale 10 euro: di questi 7,5 vanno al lavoratore, e il resto all'Inail, come assicurazione infortuni e all'Inps per la pensione. «Doveva servire solo per retribuire alcune attività di studenti o pensionati, ma poi è stato allargato quasi a tutti i settori, dall'edilizia alla manifattura» dice Seghezzi.

Perché i voucher sono diventati un modo per fare il "nero"

È stato il boom. Secondo gli ultimi dati Inps, nei primi 10 mesi del 2016 sono stati staccati 121 milioni di voucher. Il doppio dell'intero 2014. Finiscono in tasca a circa 1,5 milioni di lavoratori: per un milione di questi rappresentano un modo di arrotondare in aggiunta a un'attività principale, ma per 500mila persone sono l'unica forma di pagamento percepita. «Da un lato, molti titolari di impresa non hanno scelta. Eliminati i co.co.co e i contratti a progetto, per retribuire prestazioni saltuarie non resta che il 'tempo determinato', comunque oneroso e poco flessibile» continua l'esperto. «Ma non c'è dubbio che in molti truffino il Fisco: pagano la manovalanza poche ore in voucher, per mettersi al riparo dai controlli, e il resto lo danno in nero».

Come il governo pensa di cambiare i voucher

La maggioranza si era già mossa, con una proposta di legge, per mettere mano a correttivi. Ora il quesito dovrebbe accelerare questo processo. Si punta ad aumentare i controlli, abbassare da 7.000 a 5.000 euro il totale dei compensi in voucher che si può ricevere in un anno. E soprattutto, a circoscriverne l'uso ad attività davvero saltuarie, come vendemmia, ripetizioni private, piccoli lavori domestici. «L'esecutivo punta a mantenere in vita lo strumento, ma approvare i camperché si farà il rettare questa impostazione.

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