Basta uno sguardo, anche distratto. Le informazioni, oggi più che mai, ci raggiungono nei momenti più inaspettati e a volte possono cambiarci la vita. È da questa consapevolezza che nasce l’iniziativa di illycaffè e dell’Arma dei Carabinieri: un accordo triennale per promuovere informazione, sensibilizzazione e prevenzione della violenza contro le donne, a partire da un luogo familiare come il bar.
Tutto è cominciato l’anno scorso a Trieste, con un progetto pilota nei locali della città. Il riscontro è stato tale da spingere l’azienda a estendere l’iniziativa a livello nazionale. «I titolari dei bar, appena finivano i nostri volantini, ci richiamavano per averne di nuovi» racconta Cristina Scocchia, Amministratore Delegato di illycaffè. Oggi la rete coinvolta conta circa 12.000 tra bar, hotel e ristoranti clienti del marchio. Nei locali che aderiscono saranno affisse locandine in punti ben visibili. Insieme allo scontrino, inoltre, alle donne verrà consegnata una piccola cartolina scritta in collaborazione con l’Arma, che elenca i reati in ordine di gravità e suggerisce come comportarsi: in caso di violenza economica, emotiva o psicologica, parlarne con amici e familiari; per le forme più gravi, chiamare il 1522; se c’è violenza fisica, il 112.
illycaffè e Arma dei Carabinieri: l’iniziativa contro la violenza sulle donne
Una cartolina da leggere, conservare e magari passare a un’amica che potrebbe averne bisogno. I contenuti puntano a far riconoscere i cosiddetti “reati spia”: atti persecutori (stalking), maltrattamenti contro familiari o conviventi, violenza sessuale, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (revenge porn), deformazione dell’aspetto mediante lesioni permanenti al viso.
«I femminicidi sono la punta dell’iceberg, ma la violenza è molto più diffusa» spiega Scocchia. «Molti reati spia precedono quella estrema, e le donne devono trovare il coraggio di chiedere aiuto prima». Tra le forme meno visibili c’è quella economica: «Quante donne non hanno ancora un conto, o temono di non poter mantenere se stesse e i figli se lasciano un compagno violento? Non è ancora violenza fisica, ma è violenza». L’idea è che un luogo di tutti i giorni possa raggiungere anche chi ha timore di entrare in una caserma o non ha ancora messo a fuoco la gravità di ciò che vive a casa.
«Se anche dovessimo aiutare una sola donna»
«Speriamo con tutto il cuore» dice l’AD «che un posto così familiare possa dare le informazioni giuste e il coraggio di chiedere aiuto». Il primo ciclo di materiali partirà il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ma il progetto non si esaurirà in quell’appuntamento. Molti locali li distribuiranno a marzo, in occasione della Festa della Donna.
Sono previsti anche seminari aperti a tutti, ospitati nei bar clienti, con rappresentanti dell’Arma, psicologi e operatori del no profit. Il primo si terrà il 25 novembre, in una città che è ancora in via di definizione insieme ai Carabinieri. «Non si può fare un’attività mordi e fuggi» sottolinea Scocchia. «Per un cambiamento culturale ci vuole un lavoro lungo». E il traguardo, per quanto ambizioso, resta chiaro: «Se anche dovessimo aiutare una sola donna, ne sarà valsa la pena».