«È il classico maschio alfa» è una frase detta con ammirazione o con disprezzo, un po’ da tutti e tutte, magari più di una volta al giorno. Io stessa l’ho usata un sacco di volte, prima di rendermi conto che lo scienziato che l’ha resa famosa ha passato la vita a cercare di rimangiarsi le sue parole.

Questa rubrica nasce per ragionare insieme sulle questioni che ci fanno imbizzarrire, quelle sulle quali sentiamo un’urgenza di prendere posizione e dalle quali spesso ci facciamo disarcionare.
Qui proveremo a restare in sella, a guardare le cose da un’altra prospettiva e a chiederci da dove vengono le idee che diamo per scontate. Cominciamo, però, non dagli equini, ma dai lupi.

L’origine del concetto di maschio alfa nei branchi di lupi

Nel 1947, l’etologo svizzero Rudolph Schenkel conia il concetto di maschio alfa.
Descrive un branco di lupi come un gruppo in cui c’è una lotta continua per il potere, con un maschio e una femmina “alfa” impegnati a imporsi su ogni rivale. Secondo lui, i lupi sfogano l’aggressività sui più deboli.

David Mech riscrive la storia del maschio alfa: il branco è una famiglia

Nel 1970 il biologo americano David Mech riprende quelle osservazioni in un libro che diventa un bestseller, introducendo il concetto di “maschio alfa” nella cultura popolare.
C’era però un dettaglio di cui Mech capirà il peso solo anni dopo: Schenkel non aveva mai visto un lupo in libertà: le sue osservazioni erano basate solo su lupi estranei tra di loro che vivevano in cattività allo zoo di Basilea.

Mech va a studiare i lupi dove vivono davvero, e passa ventiquattro estati sull’isola di Ellesmere, nell’Artico. Scopre che il branco è una famiglia, e che i famosi “alfa” sono semplicemente i genitori.
I giovani se ne vanno per formarne una propria, non per conquistare il potere altrove, cercando di rimanere soli il meno possibile, perché un “lupo solitario” è molto più vulnerabile di uno che vive all’interno di un gruppo.
Mech si accorge che i lupi evitano lo scontro il più possibile, che comunicano con la postura e con la voce, cacciano insieme, giocano, si proteggono a vicenda.

Mech si accorge che tutto ciò che aveva detto dei “maschi alfa” era infondato.

Passa decenni a chiedere al suo editore di smettere di stampare quel libro.
Ci riesce nel 2022, quando il concetto di “maschio alfa” ha già fatto il giro del mondo.

Il mito del maschio alfa: quando il dominio diventa una giustificazione

Il mito è sopravvissuto alla smentita, forse perché è comodo: se dominare è natura, chi domina non ha niente da cambiare. Chi ha bisogno di dominare tutto e tutti, allora, non sta ascoltando il richiamo della foresta. Si sta comportando come un animale in uno zoo.

Compiti a casa

Per qualche giorno, fai caso a quando dici o senti dire «i maschi sono fatti così». È natura o lo hanno imparato da qualche parte? Quali sono gli uomini veramente liberi intorno a te?