Altro che Mimì e Mila… Ecco le vere ragazze della pallavolo

11 10 2014 di Liliana Di Donato
BARI, ITALY - OCTOBER 05:  Players of Italy celebrate during the FIVB Women's World Championship pool E match between Italy and China on October 5, 2014 in Bari, Italy .  (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images for FIVB)
BARI, ITALY - OCTOBER 05: Players of Italy celebrate during the FIVB Women's World Championship pool E match between Italy and China on October 5, 2014 in Bari, Italy . (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images for FIVB)

Faccio parte della generazione M. Come Mimì (quella delle ragazze della pallavolo) e Mila (quella di Shiro). Sì, anch’io sono cresciuta senza perdermi una partita delle mie eroine dei cartoni animati. E ho iniziato a giocare a volley sperando di diventare una campionessa come loro.

Ricordo come se l’avessi visto ieri (ops, mi sa che sono passati più di 30 anni!) quando Mila si allenava con il braccio ingessato al collo o Mimì provava la schiacciata “occhio di ciclone”. Che emozione! La stessa che ho provato ieri (era ieri davvero, anche se mi sembrava di essere tornata bambina...) quando le Azzurre del volley hanno battuto la Russia, conquistando le semifinali dei Mondiali, prime nel loro girone.

Ma c’è una differenza tra le mie eroine dell’infanzia e le nostre ragazze della pallavolo.

Mimì e Mila erano “una contro tutte”. Francesca Piccinini e compagne sono “tutte per una”.

Quattordici-titolari-quattordici, come dice il c.t. della Nazionale Marco Bonitta, che dall’inizio del torneo ha schierato un sestetto base diverso a ogni partita.
«Entrare, uscire, giocare fuori ruolo. Si fa tutto per la squadra».

Eccola, nelle parole di Valentina Diouf, che ha messo a terra la schiacciata vincente della gara contro le russe, la filosofia delle Azzurre. Quella che, medaglia sì-medaglia no, le rende comunque vincenti. E mi spinge a fare  un tifo speciale.

BARI, ITALY - OCTOBER 05:  Players of Italy celebrate during the FIVB Women's World Championship pool E match between Italy and China on October 5, 2014 in Bari, Italy .  (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images for FIVB)
BARI, ITALY - OCTOBER 05: Players of Italy celebrate during the FIVB Women's World Championship pool E match between Italy and China on October 5, 2014 in Bari, Italy . (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images for FIVB)



  • Tifo per la determinazione di Francesca Piccinini, la capitana, che trascina le compagne con l’esperienza dei suoi 35 anni e l’entusiasmo del primo giorno.

  • Tifo per la dedizione di Eleonora Lo Bianco, prima esclusa e poi richiamata in squadra a un mese dai Mondiali, che lavora «come una somara» (parole sue!).

  • Tifo per la costanza di Valentina Arrighetti, da 5 anni punto fermo delle Azzurre, una su cui puoi sempre contare nei momenti difficili.

  • Tifo per l’orgoglio di Valentina Diouf, padre senegalese e accento milanese, che è il simbolo della nuova Italia. In tutti i sensi.

  • Tifo per la pazienza di Nadia Centoni, fuori dal giro della Nazionale dal 2006, che ha saputo aspettare il momento giusto per farsi valere.

  • Tifo per la sfrontatezza di Cristina Chirichella, 20 anni, la più piccola della squadra eppure grandissima quando la vedi giocare.

  • Tifo per la grinta di Monica De Gennaro, che “vola” per tutto il campo pur di non far cadere la palla a terra.

  • Tifo per la tenacia di Francesca Ferretti, che si è rotta un ginocchio ad agosto e ha recuperato in tempi record.


BARI, ITALY - OCTOBER 05:  Players of Italy celebrate during the FIVB Women's World Championship pool E match between Italy and China on October 5, 2014 in Bari, Italy .  (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images for FIVB)
BARI, ITALY - OCTOBER 05: Players of Italy celebrate during the FIVB Women's World Championship pool E match between Italy and China on October 5, 2014 in Bari, Italy . (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images for FIVB)



Soprattutto, però, tifo per Antonella Del Core. Perché è di Napoli come me. E perché da ragazzine abbiamo giocato nella stessa squadra. Il primo giorno che venne in palestra aveva la timidezza dei 12 anni gambe da fenicottero. Non aveva mai messo piede su un campo di pallavolo, ma bastò qualche mese perché noi “vecchie” 18enni ci rendessimo conto che ci avrebbe soffiato presto il posto da titolare! Quello fu il mio ultimo campionato e da allora io e Antonella non ci siamo più incontrate. Ma vedere lei schiacciare (è sempre stata bravissima a farlo!) per vincere l'oro mi fa “sentire” ancora di più questi Mondiali.

Forza Antonella! Forza ragazze!

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