Alzheimer, la casa dove i nonni tornano bambini

06 10 2016 di Flavio Pagano
Credits: Alex Tennapel

L'Alzheimer coinvolge in Italia 700.000 pazienti e milioni di "caregivers”, familiari che si prendono cura giorno e notte di chi soffre di questa malattia. Lo scrittore Flavio Pagano ci racconta le storie di un'umanità che non conosciamo. Qui pubblichiamo la dodicesima puntata

Nel cuore del Cilento, in un delizioso, presepiale paesino che si chiama Petina, c’è una casa per anziani, “Casa Letizia”, dove la direttrice Ida Giannattasio considera il suo lavoro una missione e i suoi ospiti una vera e propria seconda famiglia.

Alcuni hanno l’Alzheimer ma, finché è possibile gestirli senza mettere in pericolo la loro o l’altrui incolumità, vengono assistiti all’interno della struttura e - in accordo con lo staff medico - senza mai ricorrere a tecniche odiose come la sedazione sistematica. Metodi che fin troppo spesso non sono di alcun aiuto per i malati, e servono soltanto a chi dovrebbe occuparsi di loro per togliersi di torno il problema senza andare troppo per il sottile.

Al contrario Ida Giannattasio cerca sempre occasioni per coinvolgere i suoi anziani in attività che possano intrattenerli, stimolarli, ma anche aiutarli a mantenere un rapporto positivo con il “mondo di fuori”.

La scorsa estate, fedele al principio di considerarli una risorsa, la direttrice ha organizzato un cooking dove vecchi e bambini si sono confrontati nella preparazione di dolci. Un’occasione d’incontro, anzi di osmosi generazionale che è riuscita alla perfezione e che ha lasciato i ragazzi entusiasti.

Ai nonni è stato affidato il compito di realizzare gli impasti, al personale la cottura, e ai bambini la decorazione. E il tutto è avvenuto in un clima di cooperazione e di naturalezza assolutamente sorprendente.

La signora che pensa che tutti le rubino le cose non si è smentita, ma non ha mai intralciato il lavoro. La sua vicina di stanza, che si è convinta di essere stata portata al ristorante, si disperava perché diceva di non avere i soldi, ma i bambini l'hanno consolata e alla fine anche lei ha mangiato la sua fetta di torta.

Un’altra paziente (i maschi sono soltanto tre su venti ospiti complessivi) che si rifiuta sempre di mangiare con gli altri, e preferisce sempre stare in disparte all’ora dei pasti, questa volta s’è unita alla comunità e, sebbene guardando con un po’ di sospetto tutto quel tran tran intorno a lei, ha preso parte alla grande tavolata.

I pazienti più lucidi hanno persino dispensato consigli e svelato antichi segreti gastronomici, quelli più lontani si sono limitati a guardare. Ma la cosa più importante è che nessun bambino ha trovato nessuno di quei vecchi un po’ strano. E che tutti, in un modo o nell’altro, si sono adoperati.

L’Italia non è, purtroppo, all’avanguardia nel gestire la gravissima emergenza dell’Alzheimer: ma gli italiani lo sono, e per qualche storia oscura di malati maltrattati e sopraffatti che la cronaca ci consegna, ci sono tanti piccoli eroi di cui nessun giornale ci racconta, che stanno al fianco dei propri cari o dei propri pazienti, e che non mollano mai. A quest’Italia, e a quei tanti familiari curanti che si battono senza risparmio ogni giorno per strappare un sorriso al proprio caro, e spesso neanche per quello, abbiamo voluto rendere omaggio attraverso questa piccola testimonianza di lealtà e di amore quotidiano.

Lo scrittore Flavio Pagano ha cominciato a occuparsi di Alzheimer quando la malattia ha toccato la sua vita, colpendo la madre, esperienza da cui è nato il romanzo-verità Perdutamente (Giunti). Questa è la dodicesima storia di una serie, "Mai soli", che vuol raccontare e ascoltare l’universo parallelo che è l’Alzheimer. L'universo di coloro che ne sono colpiti e di chi li assiste, perché curare vuol dire prima di tutto prendersi cura dell’altro. 

Le altre storie:

1. Il giorno che mia madre non mi ha riconosciuto

2. L'istituto dove i pazienti si sentono a casa

3. Accanto a chi è malato fino all'ultimo respiro

4. La mia mamma malata mi ha accompagnato all'altare

5. La nonna che non ricorda mai che giorno è

6. Quando si arriva a dire: «Non ce la faccio più»

7. Alzheimer, com'è vivere accanto a chi c'è ma non c'è più

8. Alzheimer, perché la casa di riposo fa paura

9. Alzheimer, prevenirlo (un po') forse si può

10. L'Alzheimer è un ladro bastardo (ma misericordioso)

11. Alzheimer, anche un sogno aiuta a stare meglio

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