Alzheimer, innamorarsi a 90 anni si può

10 11 2016 di Flavio Pagano
Credits: alex tennapel

L'Alzheimer coinvolge in Italia 700.000 pazienti e milioni di "caregivers”, familiari che si prendono cura giorno e notte di chi soffre di questa malattia. Lo scrittore Flavio Pagano ci racconta le storie di un'umanità che non conosciamo. Qui pubblichiamo la quattordicesima puntata

Innamorarsi a 90 anni si può? Certo, e se si ha un filino di Alzheimer è anche più probabile che accada. Forse perché non si sa di avere 90 anni, ma forse anche perché si crede che la persona che si ha davanti sia un’altra.

È quello che probabilmente sta accadendo a mia madre che, 90 primavere, rivive il primo amore.

Lo sospettiamo, prove evidenti non ce ne sono, però c’è un gioco di sguardi, certi strani sorrisi, un desiderio di apparire bella, che sopravviene ogni qual volta arriva a casa nostra un baffuto tuttofare di una trentina d’anni.

È stato una specie di colpo di fulmine: ho accompagnato Pasqualino in camera di mia madre per un lavoretto da fare nel bagno, e lei mi è sembrata leggermente impallidire, come se lo conoscesse.

Mentre lui lavorava, lei chiedeva il pettine, la collana, e di girarla con la poltrona in modo che potesse guardarsi tutta allo specchio.

Non si è mai truccata in vita sua, mia madre, e a questo è rimasta fedele. Ma per il resto, ha cercato di mettersi al suo meglio.

Quando Pasqualino è uscito dal bagno, la conferma: lei gli ha sorriso. Lui, un bonaccione affabile e calmo, l’ha prontamente ricambiata. E mia madre è andata leggermente in panico.

Più tardi, la scoperta: per lei Pasqualino non si chiama Pasqualino, ma Peppino.

Il fatto che abbia trent’anni, e che faccia tutt’altro lavoro, non le interessa: per lei è Peppino, cioè mio padre. Forse ad ingannarla sono stati i baffi, perché anche mio padre li portava da giovane. Altre somiglianze, non ne ravvisiamo.

Eppure ogni volta che Pasqualino è in casa, lei lo capisce subito, anche se non lo vede. Ne capta la presenza, lo avverte nell’aria. O forse nel nostro leggero imbarazzo.

Ma Pasqualino/Peppino, nella sua semplicità, ci dà una lezione di vita: «E perché mi dovrebbe mettere a disagio? Se piaccio a vostra madre, per me è un onore. Donne così non ce ne sono più» dice con tutta la franchezza convincente del dialetto, e sorride.

Ha ragione lui. Perché quell’amore che crede di rivivere, quell’amore che risale agli anni '40, pensate, al tempo della Seconda guerra mondiale, letteralmente a un’altra epoca, lei non lo tradisce. I suoi sentimenti sono fatti per durare una vita.

A volte si convince che Pasqualino/Peppino sta per arrivare, anche se non è vero: e lo attende con fedeltà canina. Poi, quando lo vede, si fa un sorriso. E per quell’attimo di felicità che regala a mia madre, io a Pasqualino gli farei una statua d’oro.

Ma l’Alzheimer è imprevedibile. L’altro giorno Pasqualino le è passato sotto il naso, e lei manco se ne è accorta.

Pensate, lui ci è pure rimasto un po’ male.

Lo scrittore Flavio Pagano ha cominciato a occuparsi di Alzheimer quando la malattia ha toccato la sua vita, colpendo la madre, esperienza da cui è nato il romanzo-verità Perdutamente (Giunti). Questo è il quattordicesimo intervento di una serie, "Mai soli", che vuol raccontare e ascoltare l’universo parallelo che è l’Alzheimer. L'universo di coloro che ne sono colpiti e di chi li assiste, perché curare vuol dire prima di tutto prendersi cura dell’altro. 

Le altre storie:

1. Il giorno che mia madre non mi ha riconosciuto

2. L'istituto dove i pazienti si sentono a casa

3. Accanto a chi è malato fino all'ultimo respiro

4. La mia mamma malata mi ha accompagnato all'altare

5. La nonna che non ricorda mai che giorno è

6. Quando si arriva a dire: «Non ce la faccio più»

7. Com'è vivere accanto a chi c'è ma non c'è più

8. Perché la casa di riposo fa paura

9. Alzheimer, prevenirlo (un po') forse si può

10. L'Alzheimer è un ladro bastardo (ma misericordioso)

11. Anche un sogno aiuta a stare meglio

12. La casa dove i nonni tornano bambini

13.Il ruolo eroico delle famiglie dei malati

Riproduzione riservata