Cyberbullismo, cosa dice la nuova legge

08 06 2017 di Giorgia Nardelli

Ecco le novità della legge contro il cyberbullismo: si può segnalare il molestatore anche senza sporgere denuncia 

Il 17 maggio 2017 la Camera ha approvato le nuove norme sul cyberbullismo per prevenire un fenomeno di cui è vittima il 5,9% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, diventerà legge e alcune novità entreranno subito in vigore. Ce le spiega Laura Biarella, avvocato e autrice del manuale Processo penale minorile (Altalex, WKI 2017).

La segnalazione

«I ragazzi maggiori di 14 anni potranno chiedere la rimozione di offese, molestie, foto e insulti pubblicate sul web o sui social contro la loro volontà» chiarisce Biarella. Per farlo, bisogna scrivere al gestore del sito, indicato sotto “Chi siamo”, o del social (su Facebook e su Twitter è possibile segnalare i post problematici).

Attenzione, però: se si digita il nome della vittima su Google dopo la rimozione, può apparire ancora collegato alla pagina incriminata, anche se cliccando sul link non apparirà il contenuto. «Se il blocco o la rimozione non avvengono entro 48 ore, l’interessato potrà rivolgersi al Garante della privacy che interverrà entro 2 giorni».

La convocazione in questura

«La vittima potrà segnalare il cyberbullo, purché maggiore di 14 anni, in questura senza bisogno di sporgere denuncia. Dopo una valutazione del caso, il vessatore sarà convocato dal questore insieme ai genitori e riceverà un’ammonizione, messa a verbale». La querela o la denuncia, invece, devono essere presentate da un genitore. «In quel caso si apre la procedura penale ordinaria al Tribunale per i minorenni».

I genitori del molestatore

«In caso di ammonimento saranno convocati in questura e messi al corrente dei fatti, impegnati moralmente a vigilare, e sono responsabili per eventuali danni causati dai reati commessi dal figlio minore». Per esempio, possono essere condannati dal giudice a pagare i costi di un telefonino rotto o le spese legali sostenute dalla famiglia della vittima.

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