È giusto vietare di fumare in spiaggia?

06 06 2017
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Fa discutere la sperimentazione promossa in Veneto, a Bibione: l’intero litorale diventa smoking free. Un bene oppure un proibizionismo dannoso?

A Bibione, centro turistico ad alta densità di vacanzieri italiani e stranieri, dal 2014 è vietato fumare in spiaggia, più precisamente lungo la battigia (la fascia che va dal mare alla prima fila di ombrelloni) per una lunghezza di oltre otto chilometri. Per chi sgarra, e viene beccato, la multa prevista è di 25 euro. Già nel 2016, il Codacons aveva chiesto l'estensione del divieto a tutte le spiagge italine: una misura giusta oppure l'ennesimo atto punitivo? Noi abbiamo chiesto il parere di un medico e di un giornalista, ecco cosa ci hanno risposto.

«Sì, è giusto»

Lo sostiene Armando Santoro, direttore del Cancer center dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Mi)

«Sono favorevole all’idea di vietare le sigarette sotto l’ombrellone, perché in questo modo si lancia un messaggio importante e cioè che il fumo fa male, in qualsiasi luogo, in ogni circostanza, anche all’aperto. E mi auguro che la restrizione delle spiagge sia un’ulteriore passo verso il divieto completo. È utile rendere sempre più ostico il consumo di sigarette. Bisognerebbe anche aumentare il costo dei pacchetti. Una ricerca dell’Istituto nazionale dei tumori dimostra che il fumo di 2 sigarette a 5 metri sottovento può produrre polveri sottili tossiche 7 volte maggiori dei valori di base: una conferma che il fumo sulla spiaggia è dannoso. I dati dicono anche che sono in aumento i tumori polmonari sui non fumatori, il che significa che l’aria che respiriamo influisce sulla salute».

«No, è sbagliato»

Lo sostiene Filippo Facci, giornalista e autore di Fumo negli occhi (Biblioteca di via Senato)

«Credo che la tendenza crescente di vietare di fumare sulla spiaggia sia una delle tante mode che importiamo dagli Stati Uniti, dove ormai hanno vietato di fumare dappertutto. Ma siamo sicuri che poi tanto proibizionismo sia efficace a ridurre il consumo? I dati dell’Organizzazione mondiale della sanità dicono il contrario. E cioè che le sigarette attraggono sempre più i giovani, affascinati dal gusto del proibito. Le no smoking beach sono una forma di esibizionismo salutista. Se si parte dal presupposto che il fumo fa male, perché non vietiamo tutto ciò che può essere nocivo sulle nostre spiagge? In base a questo criterio andrebbero banditi il sole, gli alcolici, i panini e i gelati: anche questi è provato scientificamente che possono provocare seri danni alla salute».

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