Sesso? No, grazie. Meglio il cibo

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Un’indagine condotta dall’agenzia pubblicitaria francese Havas sulle tendenze alimentari rivela che i millennials, ovvero i nati fra la metà degli anni ’80 e la fine degli anni ’90, preferiscono mangiare che fare l’amore. Precisamente, su 11.000 intervistati, circa la metà pensa che il cibo equivalga al sesso, e il 35%, mette al primo posto senza dubbio il cibo.

Il National Survey of Sexual Attitudes and Lifestyles, altro studio condotto in Gran Bretagna, rivela che il 15% dei giovani dopo i 18 anni smette di fare l’amore (o quasi). Troppo impegnati con i selfie su Snapchat, percepiscono il sesso come qualcosa di ansiogeno. D’altronde, se fossi cresciuta con Youporn in tasca, probabilmente sarei scoraggiata anch’io a cimentarmi in una roba così faticosa e prestazionale.

Ecco allora che entra in scena il cibo. Lui non è dietro uno schermo, è vero. È IRL, come direbbero i ragazzi: sigla che sta per “in real life”, nella vita reale. E messa insieme al limone IGT, al pecorino DOP, alla mozzarella STG su letto di gamberi sfumati nel vino DOCG, ci fa veramente godere.

La relazione col cibo è rilassante: non ci sono tutti quei disagi che sorgono quando hai a che fare con un essere umano. Uno stracchino di montagna non russa, non sporca la tavoletta del wc e non si dimentica di portare fuori il cane. Un pomodorino del Piennolo dà meno ansia di un uomo, perché è lui che deve piacere a te, non tu al pomodorino del Piennolo (che sollievo!).

Il pistacchio di Bronte non ti tradisce con un’altra appena ti giri, ti resta fedele fino al giorno in cui non lo gratti sugli spaghetti. Niente Ikea di sabato pomeriggio, niente suoceri fra i piedi. Forse dovremmo proporre delle unioni inter-specie fra uomini e alimenti. Si va davanti al sindaco con un bel prosciuttone sottobraccio: «Vuoi tu, Prosciutto di Norcia, prendere in sposa…?».
Probabilmente non risponderà nulla ma, si sa, chi tace acconsente.

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