Janet Yellen donna di denari amata dalle baby sitter

16 12 2015 di Myriam Defilippi
Federal Reserve Chair Janet Yellen testifies on Capitol Hill in Washington,  before the Senate Banking Committee.   She delivered the semiannual Monetary Policy Report to Congress.  Yellen said that recent economic data have pointed to weaker-than-expected gains in consumer spending and job growth.
Federal Reserve Chair Janet Yellen testifies on Capitol Hill in Washington, before the Senate Banking Committee. She delivered the semiannual Monetary Policy Report to Congress. Yellen said that recent economic data have pointed to weaker-than-expected gains in consumer spending and job growth.
Il governatore della Federal Reserve, che ha alzato i tassi di interesse Usa, è una donna potentissima. Con uno sguardo speciale verso lavoratori e disoccupati

Janet Yellen, governatore della Federal Reserve (la banca centrale americana), è una donna che non va persa di vista per due ragioni: seppur indirettamente, mette le mani nei nostri portafogli; è molto sensibile ai problemi dei disoccupati e delle madri lavoratrici. Il mondo pende dalle sue labbra in giornate come oggi: per un decennio i tassi di interesse Usa sono stati tenuti fermi e a un livello bassissimo; ora questa 69enne dai tailleur scuri -vezzeggiati solo da classicissimi foulard -annuncia che l’istituzione da lei presieduta ha deciso di cominciare a rialzarli un po’. Tradotto: è una conferma della cauta fiducia nell’effettiva ripresa dell’economia americana e, quando la Fed fa pagare di più o di meno i soldi alle banche Usa (adesso è stato deciso un aumento delllo 0,25%), prima o poi, per le mirabolanti connessioni dell’economia globale, gli effetti di quella manovra arrivano anche sui nostri conti correnti e mutui. Non a caso molti considerano Janet Yellen, semplicemente, la donna più potente del mondo. Di certo è la prima a sedere, dal febbraio 2014, sulla poltrona cruciale di Federal Avenue a Washington DC. Ma questa signora ha anche qualità e intuizioni che possono ispirare tutte noi. Le scopriamo sfogliando la sua biografia.


  • Studentessa ironica


La Yellen, nata a Brooklyn da una famiglia di origini polacche, manco a dirlo, era la migliore del suo college, ma non spocchiosetta. Quando si trovò a dirigere il giornale della scuola, tra i suoi compiti c’era quello di scrivere un articolo su chi avesse avuto i voti più brillanti quell’anno: se stessa quindi. Che ha fatto allora la futura donna più potente del mondo?   Si è autointervistata, con domande e risposte che combinano professionalità giornalistica e sense of humour. Lei, che non ha esattamente un fisico matronale, in quel pezzo si definisce
«una piccoletta maldestramente ricurva, tra penne e libri, su un banco. Impegnata ad andare a teatro e con un’ambizione: scrivere saggi di filosofia che nessuno leggerà».

 

  • Moglie pragmatica


Se guardi il suo stato di famiglia ti accorgi che grafici e tabelle sono per lei oltre che un business professionale anche un affaire sentimentale, visto che si è sposata George Akerlof, premio Nobel per l’Economia 2001. I due hanno avuto un figlio, Robert, e lo hanno cresciuto a pane e statistiche facendo pure di lui un brillante economista. Janet  e George sono una coppia molto unita: si sono conosciuti nel 1977 in una caffetteria della Fed ovviamente e, durante un burocratissimo pranzo di lavoro, sono riusciti a far posto anche a Cupido. Lui aveva appena archiviato un precedente matrimonio, ma gli sono bastati sei mesi per decidere di portare all’altare quella tostissima funzionaria arrivata con un curriculum straripante lodi e con una determinazione incoercibile. La Yellen, come si racconta in un ritratto della coppia apparso un paio di anni fa su Time, è concreta e con i piedi ben saldi per terra; Akerlof eccentrico, sognatore e sempre disposto a occuparsi anche di piatti e pannolini quando alla consorte serviva più tempo per il lavoro.

  • Mamma empatica


Il cuore  di questi due studiosi batte a favore dell’occupazione e di migliori condizioni di lavoro. Celebre uno dei saggi firmati a 4 mani all’epoca in cui entrambi insegnavano a Berkeley, in California: in quelle pagine, diventate l’ispirazione delle scelte di politica monetaria della governatrice, il duo Yellen-Akerlof dimostra l’importanza di pagare bene i propri dipendenti per ottenere e stimolare i talenti migliori. Da dove nascono queste considerazioni? Dal salotto della loro casa, quando (si era agli inizi degli anni Ottanta) mamma Janet e papà George si trovarono, come noi comuni mortali, a scegliere la baby sitter per il piccolo Robbie. Si resero conto che per ottenere il massimo dalla ragazza assunta dovevano darle stimolanti gratificazioni finanziarie. Ovvero: una baby sitter felice quasi certamente farà felice tuo figlio. Non solo. Yellen, che pure vive in un mondo di freddi numeri e sbarluccichii della finanza, non si stanca di dirlo:
«Al di là delle statistiche, la disoccupazione è devastante per i lavoratori e le loro famiglie».


  • Governatore con i nervi saldi


Nel suo ambiente, dove si indirizzano i destini di tonnellate di soldi, e dove i falchi fendono il cielo, Mrs Yellen è considerata una colomba. D’acciaio, però. Sa bene che le sue decisioni sono in grado far tremare o gongolare la finanza del Pianeta. E non è tipa che ama alzare la voce: le sue parole più potenti, anche per fronteggiare i colleghi irrequieti nella stessa Fed, sono i silenzi e sorrisi. Quando, qualche mese fa, il mondo era in ansia per il crollo dei mercati asiatici, ha vinto la posizione della governatrice decisa a tenere i tassi ancora fermi. Non è da escludere che la ricetta più opportuna da applicare alle brucianti Borse cinesi di Shanghai e Shenzen lei l’abbia trovata, in pieno relax casalingo, portando a tavola gamberi alla Sichuan che, a detta dei suoi amici, cucina divinamente. Chissà se la ricetta che ha messa in forno ora con gli altri luminari della Federal Riserve ha gli ingredienti giusti per soddisfare i mercati e, in ultima analisi, pure le nostre tasche…

Riproduzione riservata