Nonna Emilia di Lesbo, candidata al Nobel per la Pace

14 04 2016 di Oscar Puntel
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Emilia, la “nonna” dei bambini migranti - celebre la sua foto mentre dà il biberon a un piccolo profugo siriano - è candidata al Nobel per la Pace. Ecco la sua storia

I grembiuli a fiori, i capelli argentei raccolti dietro la nuca, le mani nodose, il bastone per reggersi in piedi. C'è uno scatto oggi molto conosciuto e che ci racconta le generosità della gente di Lesbo, in Grecia, pronta ad aiutare i migranti che sbarcano alle sue coste. Dettagli di un soggetto unico: le tre amiche Emilia Kamvisi (83 anni), Maritsa Maurapidu (85), Efstasia Mavrapidu (90) sono intente ad allattare con un biberon un piccolo migrante siriano, affamato e infreddolito dalle acque dell’Egeo. Emilia e le sue amiche sono le nonne d'Europa. Quanti di noi non hanno visto in quel gesto, in quella dolcezza di volti - pure marcati dall'età - il candore dell'abbraccio, le lievi carezze, le ninne-nanne sussurrate e le coccole che ci facevano le nostre nonne?

La storia delle tre amiche
Nonna Emilia, nonna Maritsa e nonna Stratia sono tre figlie della profuganza greca. Rifugiate anche loro, in passato. “Nel 1922 le nostre famiglie hanno dovuto abbandonare la Turchia e siamo arrivate qui. Sappiamo cosa vuol dire”, dicono. Vite semplicissime e modeste: una stufa a legna come riscaldamento, molti gatti, case a pochi metri dal mare, a Skala Sikaminias, nel nord dell’isola. Quando tutto è cominciato si sono subito date da fare, soprattutto con i bambini, offrendo vestiti e caramelle. “Li sentivo come fossero miei figli o i miei nipoti. Viviamo tutti insieme sullo stesso pianeta, sotto lo stesso Dio”, ha dichiaro Emilia alla Cnn. E Maritza: “Lo so, sono anziana, non posso certo gettarmi in acqua per salvarli. Ma posso aiutarli con l’affetto, i sorrisi e qualche buona parola di conforto”.

Una foto celebre
Quanta tenerezza in quelle tre nonnine di Lesbo, mentre porgevano il biberon a uno di quei ‘nipotini' veduti dal mare. “A un certo punto abbiamo visto che c'era una mamma e un neonato con tutti i vestiti bagnati”, ricorda Maritsa a Tv2000. “Allora le abbiamo detto: 'Fatti dare dei vestiti asciutti, ti teniamo noi il bimbo'. Ma il bambino ha iniziato a piangere perché aveva fame. Allora ho detto a Emilia: 'Vai a prendere un biberon con del latte'. All'inizio il bimbo non riusciva a bere perché il latte era troppo bollente. Così l'ho raffreddato con l'acqua del mare e quando Emilia gliel’ha dato, il bimbo ha cominciato a bere. La madre vedendo la scena si è messa a ridere”.

Papa Francesco e il Nobel per la Pace
Dopo quella foto di metà febbraio, Emilia, Maritsa, Efstatia sono candidate al Nobel per la Pace. Lo ha chiesto una petizione internazionale. A farglielo vincere, basterebbe questa loro frase: “Siamo pronte ad aprire di nuovo le nostre case e a condividere quel poco che abbiamo. Se non dovessimo avere niente gli regaleremo un abbraccio”. Chissà che nelle fredde acque svedesi, qualche cuore si intenerisca di fronte  all’umanità e al calore. Alla naturale dolcezza di queste tre nonnine europee. Tanto simili alle nostre nonne, di qualche generazione fa.

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