Le tre medaglie nel fioretto femminile

Toglietemi il calcio… ma non gli sport minori

Alzi la mano chi, in questi giorni di Olimpiadi, non sta seguendo le imprese di gente che lancia martelli, gira in tondo con una bicicletta, si tuffa da 10 metri d’altezza avvitandosi in aria, si abbarbica a una parallela doppia per volteggiare con brio.

Li chiamano “sport minori”, riferendosi forse alle paghe tutt’altro che stratosferiche degli atleti che li praticano. Uomini e donne che si allenano anni e anni con sacrificio per vedere i loro sogni infrangersi o sublimarsi in un attimo.

Basta con il solito calcio (anche se il campionato sta per iniziare). Iniziamo a seguire il judo, il triathlon, il fioretto (nella foto, a sinistra, la nostra Elisa Di Francisca che ha vinto l'argento),  e tutte quelle discipline che vivono più di passione che di soldi, ricordano che la sana competitività è un valore e ci riconciliano con l’etica dello sport.

Però, per favore, quei corpi tonici scolpiti da mise audaci toglietemeli davanti: non è il caso di sottolineare quanto poca sia l’attività fisica che faccio. Pure d’estate.

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