Ogni anno, con l’arrivo dell’estate, i nostri feed sui social si trasformano. In inverno siamo pronti a vedere immagini di bevande calde, sciarpe colorate e cappotti. In estate, il ciappo (o pinza) all’ultima moda, il costume, gli accessori che illuminano il viso anche senza bisogno di aggiungere capi. Ma c’è un altro evergreen che spunta sempre più spesso tra gli accessori delle it girl GenZ in estate: il giornale con i cruciverba.
Che sia in forma di magazine cartaceo (come il più famoso in italia, La settimana enigmistica) o spunti di nascosto dallo schermo di un cellulare, le parole crociate sono ancora il passatempo estivo per eccellenza. Ci obbligano a fermarci, a pensare e connettere lettere e parole, e ci tengono allenati. Più tempo si passa a cercare di scrivere in quei blocchi vuoti parole intrecciate, più ci si abitua ai ragionamenti (spesso contorti) degli autori. E in un’epoca dove tutto è veloce, tutto è effimero e superficiale, fermarci per risolvere i cruciverba ci ricorda il peso delle parole, e l’attenzione che meritano.
Cruciverba, easter egg e riferimenti segreti
Non dovrebbe essere una sorpresa il rinnovato interesse dei ragazzi per l’Enigmistica: quando ci riferiamo alla GenZ, in fondo, parliamo di una generazione che segue ogni mossa di Taylor Swift, solita inserire complicatissime “easter egg” in ogni annuncio, o che ama trovare riferimenti e dettagli segreti nei film Marvel.
Spesso ci focalizziamo sui problemi di attenzione dovuti all’uso incontrollato di videogiochi e social media o sulle conseguenze sull’apprendimento, ma dimentichiamo che non è tutto. La generazione dei nativi digitali non è meno intelligente di quelle precedenti, ma anzi ha sviluppato nuove modalità per esprimersi, imparare e tenersi allenata.
Le GenZ e le parole, una passione incompresa
Non c’è da stupirsi dunque che le parole crociate e i cruciverba abbiano catturato il loro interesse: d’altronde, un’altra delle caratteristiche della GenZ è il suo speciale rapporto con il linguaggio. Lo slang, quel vocabolario fatto di inglesismi e parole apparentemente senza significato, altro non è che un modo per giocare con il linguaggio, che spesso non è affatto superficiale.
Molti dei termini che la GenZ utilizza quotidianamente hanno un significato diverso rispetto a quello che si legge sul dizionario. Non per ignoranza, ma per un bisogno di “risemantizzare” concetti che si conoscono già, ma non sono più attinenti con la realtà in cui vivono. O, più spesso, il cui significato si può espandere con sapienti stratagemmi come iperboli ed enfasi. Un esempio? Il termine brain-rot, che tradotto letteralmente significa cervello marcito, ma oggi può significare anche semplicemente una canzone o un passatempo particolarmente leggeri, per cui si può “spegnere il cervello”.
Non è estate senza parole crociate
Per questo il cruciverba, per la GenZ, non è più un gioco da fare in solitaria, ma è a tutti gli effetti un passatempo di gruppo. Basta guardarsi intorno in spiaggia per notare decine di ragazzi che si sfidano a indovinare i termini da incastrare o a risolvere i rebus della settimana. E, nonostante nasca come “anti-content” per eccellenza, non mancano certo i contenuti virali con cruciverba risolti da commentare o riflessioni su come La settimana enigmistica sia ancora il simbolo dell’estate italiana.
Eva Calvani, una delle creator GenZ più amate per i suoi contenuti sulla vita a New York da italoamericana, ha recentemente pubblicato un video virale in cui spiega l’importanza dell’Enigmistica per gli italiani a un’immaginaria amica straniera. In poche ore ha raggiunto milioni di utenti, ma la verità è che la passione dei ragazzi per il cruciverba non è un fenomeno italiano, è già internazionale.
La passione per i cruciverba in tutto il mondo
Ne ha parlato recentemente anche il New York Times, che di crossword ne sa qualcosa: alcuni dei suoi giochi più famosi, Connections e Wordle, hanno conquistato tantissimi utenti (tra cui milioni di giovanissimi) durante la pandemia. Wordle in particolare era un vero e proprio trend nel periodo del lockdown, una scusa quotidiana per sfidarsi con gli amici.
Ogni giorno dal sito online appariva sulla schermata una serie di caselle da completare, e l’obiettivo era indovinare una parola casuale in meno tentativi possibili. Presto sul web si sono diffusi consigli e strategie, come l’utilizzare un vasto numero di consonanti al primo tentativo o utilizzare determinate parole contenenti lettere particolarmente popolari nell’algoritmo del gioco. Chi riusciva a indovinare in pochi tentativi pubblicava il risultato online con lo stesso orgoglio di chi prendeva 30 a un esame, e si poteva persino sperare di entrare nella classifica dei migliori giocatori.
Gli appuntamenti giornalieri con Wordle sono stati per molti ragazzi un invito a esplorare il mondo degli indovinelli e delle parole crociate, che – da pionieri quali sono – hanno velocemente conquistato. Negli ultimi anni, infatti, negli States sono nate moltissime realtà online e su carta in cui dedicarsi alle parole crociate, ma in stile GenZ. In questi spazi, le parole da indovinare spesso fanno riferimento a meme, icone dei social media e delle realtà online, slang giovanile. I volti che appaiono sono le celebrità più amate dai ragazzi.
Persino realtà indipendenti come Hignsnobiety hanno incluso cruciverba di questo tipo, e la popolarità di questi giochi è destinata ad aumentare sempre di più. Tanto che l’addetto ai giochi del New York Times sta prendendo nota, e non è raro vedere qualche riferimento alla GenZ culture tra i suggerimenti del loro gioco del momento, Connections.