Children in front of blackboard
Children in front of blackboard --- Image by © Oliver Rossi/Corbis

Perché si sciopera contro la Buona Scuola

Domani insegnanti e studenti scendono in piazza per protestare contro il ddl della Buona Scuola. Le ragioni? Le ho chieste a qualcuno che ha a cuore davvero la scuola

Domani nella mia famiglia tutti in piazza a protestare contro il disegno di legge della Buona Scuola, che di buono ha poco o nulla. Uno sciopero importante, che non riguarda solo il mondo della scuola ma tutta la società civile.


Le ragioni di questa mobilitazione le ho chieste direttamente a mio marito, che insegna in un liceo milanese ed è anche padre di due studentesse. Eccole in quattro punti.


1) Non esiste una riforma a costo zero: ci hanno abituati a chiamare riforma i tagli sulla scuola, mentre l'istruzione ha bisogno di risorse e di investimenti.

Un dato per tutti. L'Italia spende meno della media degli altri Paesi europei per l''istruzione: solo il 3,5 % del Pil contro il 4,5 del resto d'Europa.

La scuola e la sanità in un paese civile non possono essere considerate una spesa, bensì un investimento per il futuro e il benessere della società. E con la riforma di Renzi ci aspettano solo disuguaglianza e conflittualità, come è ben spiegato in questo articolo sul sito scuolaoggi.com.

2) Aumentare il controllo del preside sull’insegnamento dei professori e del Ministero sulle singole scuole colpisce la libertà di insegnamento.

Peggio: è un attentato alla democrazia, come si racconta qui: «Il sale della democrazia è l'autonomia e l'autonomia delle istituzioni scolastiche non dev'essere messa in discussione. La legge di riforma è un attacco contro la Costituzione e il diritto degli studenti a ricevere gratuitamente una seria educazione».


3) Non è vero che innalza la qualità. Anzi, le singole scuole, pur di ricevere fondi, così come ogni singolo docente, pur di vedersi rinnovato un contratto triennale, saranno disposti ad adeguarsi a richieste scadenti sulla didattica, a misure imposte dall’alto, pur di sopravvivere. (Lo dice, con parole diverse, anche Myriam Defilippi in questo post). Ci saranno scuole di serie A e scuole di serie B.

Gli standard saranno sicuramente mediocri perché in Italia nessuno si occupa di valutazione e didattica a livello universitario serio. Mancano formatori di livello superiore che controllino e orientino i docenti.


4) Infine, da un rottamatore e rinnovatore come Renzi ci si aspettava che rottamasse i tagli fatti con la cosiddetta riforma Gelmini. E invece ha tagliato persino gli stanziamenti per l’edilizia pubblica di cui si era vantato l’anno precedente.

Non è un caso se lo sciopero generale di domani dopo 7 anni è stato indetto da tutti i sindacati di categoria. E a scendere in piazza saranno insegnanti, studenti, personale Ata e presidi, tutti insieme uniti a difendere la buona scuola. Quella vera.


di Annaleni Pozzoli


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