2014 Victoria's Secret Fashion Show - Show
LONDON, ENGLAND - DECEMBER 02: Model Magdalena Frackowiak walks the runway during the 2014 Victoria's Secret Fashion Show at Earl's Court Exhibition Centre on December 2, 2014 in London, England. (Photo by Dimitrios Kambouris/Getty Images for Victoria's Secret)

Se la prof si fa il selfie hot

Paradossi contemporanei. Mentre in banca, in farmacia, all'ufficio postale ci siamo abituati a rispettare la cosiddetta "distanza di cortesia", nel mondo dei Social le distanze, ormai, sembrano annullate. Che è bello se mi permette di dialogare con una collega che vive dall'altra parte del mondo. Un po' meno, forse, se riguarda insegnanti e alunni, che diventano "amici di Facebook" o fanno parte dello stesso gruppo di Whatsapp. Basta un clic sbagliato e può succedere (come è accaduto) che l'insegnante di inglese di una scuola di Vigevano si faccia un selfie hot nel bagno e lo mandi a tutti i suoi studenti (no, non è la foto qui sopra) «È stato un errore, volevo spedirlo al mio compagno!» si è giustificata la prof. Intanto, però, la sexy foto aveva fatto il giro d'Italia.

Cose che capitano? Non so a voi, ma a me non sarebbe mai venuto in mente di considerare la prof di Lettere  un'amica. Figurarsi anche solo immaginare che lei potesse farsi delle foto nuda. Ricordo quando, dopo la maturità, io e una mia compagna andammo a trovarla a casa di pomeriggio: voleva proporci un lavoretto estivo presso la piccola galleria d'arte di alcuni suoi amici e  a noi (che per anni abbiamo continuato a chiamarla "prof") sembrava strana quell'improvvisa intimità (in casa sua, con suo marito che ci preparava il té e le foto delle vacanze appese in giro). Non ci eravamo abituate.

Tra alunno e insegnante, del resto, c'è una relazione specialissima, che ruota attorno al tema dell'apprendimento. Ma è speciale proprio perché si regge su una chiara e invalicabile differenza di ruolo. Pur nella vicinanza, nella fiducia e nell'apertura di cui si nutre il rapporto con un buon insegnante, ci sono confini che devono restare inviolati.

Perché una cosa è avere su Facebook un profilo pubblico (ben distinto da quello privato) attraverso cui dialogare con i propri studenti, scambiare informazioni utili su un tema trattato in classe, favorire la circolazione di idee, rispondere a dubbi circa una lezione o un compito assegnato e così via. È un modo moderno, veloce e stimolante di  costruire la relazione con i propri ragazzi. Diverso, invece, è fare gli amici, raccontare cose private di sé, mostrarsi in contesti che non hanno a che fare con il ruolo.

Per fortuna questa dell'amicizia sui Social con i ragazzi è una "fissa" soprattutto di noi adulti. Per sentirci più giovani, ma anche per controllare i figli (e i loro contatti) senza darlo a vedere. Un sondaggio di Skuola.net ha rivelato infatti che anche se i ragazzi (la media è del 40%) accettano l'amicizia di qualche prof su Facebook, poi quasi nessuno se li fila: «Chattare con i prof? Mai!». Non ci resta che imparare da loro. E stare tranquilli al nostro posto, che ne dite?

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