Quelle che vanno a lavare la macchina con il fidanzato

09 02 2017 di Roberto Parodi
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Converrete: questa categoria di donne è quantomeno particolare. Ogni volta che vado a lavare uno dei miei mezzi, incappo in qualcuna di questi esseri umani che popolano gli autolavaggi. Premessa, non si tratta degli autolavaggi automatici, dove starsene chiusi nella macchina quando i rulli insaponati ti passano sopra era una delle mie gioie di bambino. No, mi riferisco a quelli self service dove la donna deve scendere e sbattere i tappetini.

A quale categoria antropologica appartengono?
Azzardo una suddivisione in sottospecie. La più comune è quella delle ragazze in fase di innamoramento totale. Quelle che per compiacere il ragazzo, dopo anni di veganesimo, vanno alla sagra della porchetta, quelle che lo accompagnano in moto d’inverno appollaiate su sellini di 10 centimetri quadrati, oppure quelle che vedi allo stadio esultare o indignarsi senza aver capito cosa ha fischiato l’arbitro. Ragazze che mi fanno capire la forza dell’amore.

Poi c’è la categoria delle mogli. Ma non quelle italiane: non è nel loro Dna. Nessuna compagna italiana potrebbe mai accompagnare il proprio marito a lavare l’auto: probabilmente il sangue di San Gennaro smetterebbe di sciogliersi. Ma di mogli ai lavaggi-self ne esistono e di solito fanno parte di famiglie di immigrati che hanno chiaro il valore del mezzo: quella piccola utilitaria comprata dopo sette anni di risparmi è un bene comune che va curato. Ecco perché tutti si danno da fare spazzolando i tappetini e aspirando gli interni.

Tra le italiane è più facile trovare donne sole che lavano la loro auto. A quest’ultima categoria appartengono quelle che stanno iniziando una relazione con un separato o divorziato, e seppur senza l’amore leopardiano delle ragazze di prima, fanno due calcoli e capiscono che conviene accondiscendere su qualcosa: un weekend al mare val bene un nuovo Arbre Magique, non trovate?

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