Rollinz: da Star Wars al supermercato, la collezione diventa mania

14 03 2016 di Giusy Cascio
Credits: Esselunga
Credits: Esselunga
Credits: Esselunga
Credits: Esselunga
Foto

Il 16 marzo è una data importante. Il 16 marzo è la fine di un incubo: è l'ultimo giorno per accaparrarsi i Rollinz facendo la spesa nei supermercati Esselunga. Ma sarà davvero finita?

Per chi non lo sapesse, i Rollinz sono i pupazzetti di Star Wars che, come possono testimoniare tante altre mamme milanesi, fanno passare un genitore al Lato Oscuro della Forza: tutto pur di finire in tempo la collezione. Per la prima volta nella vita, pena la felicità della mia piccina, ho fatto di tutto. Inclusi scambismo («Se ti do Luke, mi dai Leila e poi giochiamo?) e voyeurismo («La mia Millennium Falcon è meno usata della tua»). Proprio io, che fino a poche settimane fa non sapevo la differenza tra Star Wars e Star Trek, adesso conosco le quotazioni di Darth Maul (batte Jubba 5 a 1). E se dico Palpatine, non intendo le pacche sul sedere in autobus, ma l’orrido imperatore, maledetto, introvabile.

Sì, perché la verità è che sulla collezione di Rollinz non si accaniscono i bambini, ma gli adulti.

 

Ho visto cose che voi umani…

Ho visto zie minacciare le cassiere con l’ombrello alle 21,  in chiusura: «O Ben-Kenobi, o la vita».

Ho visto manager nei parcheggi delle multinazionali slacciarsi le cravatte, aprire i portabagagli e spacciare bustine in pausa pranzo: «Ha un doppio Jawa, mi serve un Jabba. Prendi tutti quelli che vuoi, ma trovamelo, non resisto».

Ho visto maestre delle elementari ricorrere agli ansiolitici a ricreazione: «Bambini! Vi sequestro gli Stormtrooper».

Ho visto scontrini mai visti, dove metti pure la vellutata di cavolo rosso pur di fare cifra tonda e guadagnare un Ewok o un Boba Fett.

 

Rollinz, Rollinz del reame, chi è il più raro del reame?

Sulla credenza della cucina ho 23 Chewbacca che mi guardano mentre faccio il purè. E, dentro di me, penso a quello scorfano del Pilota da combattimento, mordicchiato dall’infante e mai più cercato, bramato, trovato.

Penso che, tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, c’erano le figurine Panini (prima bustina di Candy Candy, 1978: avevo 3 anni). “Ce l’ho/mi manca”, e passava la paura.

Qui, invece, si fanno i raduni, si intasano le chat di WhatsApp, si arriva all’estorsione. Si pianificano RAPINE. Io e la mia collega Mara, per esempio, abbiamo corrotto l’addetto all’ortofrutta: «Se non ci tieni il cartonato di Yoda, vedere te la faremo».

Riproduzione riservata