Teenager bambina cellulare in camera

Smartphone dipendenti crescono

Ho una bambina di 11 anni che frequenta la prima media. E due ragazzi che oggi ne hanno 21 e 22 e che alla sua età erano dipendenti dai Teletabbies e dal monopattino. Per forza: il telefonino (mio) era solo il Nokia o l’Ericsson, con i numeroni verdi a led che ti consentivano giusto qualche sms.

Adesso invece siamo tutti vittime del cellulare e dei suoi tentacolari derivati: i social e WhatsApp. Ho cercato di mantenere Fiammetta lontano dallo smartphone, ma è impossibile. Primo, per l’attrazione irresistibile che questo cosino esercita sui bambini e poi perché in fondo non sono sicuro che abbia effetti così negativi. Per esempio, mia sorella Benedetta, che ha tre figli, ha lasciato ai ragazzi tablet e cellulare senza grosse limitazioni e il risultato è stato eccellente: i suoi bambini sono svegli, intelligenti e curiosi, come se fossero stati educati da Viggo Mortensen in Captain fantastic.

Io e la mia altra sorella Cristina siamo stati più tradizionali, ma oggi a 11 anni tutti i bambini hanno uno smartphone in tasca. È utile per rintracciarli (con l’app “Trova il mio iPhone”, attaccati al telefono ci sono quasi sempre anche loro), li si può chiamare per avvisare di scendere evitando i convenevoli con le mamme dei compagni, insomma un po’ di cose positive.

Peccato che ci siano Musically, Snapchat e le chat di WhatsApp. Ed eccomi allora entrare in cameretta e sorprendere Fiammi davanti al cellulare che gesticola su una canzone di Justin Bieber, oppure sbirciarla mentre scrive svenevolezze alle amichette.

Non si dovrebbe fare ma una volta, dopo un viaggio in macchina in montagna durante il quale Fiammetta non aveva tolto il naso dal telefono, ho sbirciato il suo WhatsApp pensando di trovare chissà quali storie segrete. E invece, dal casello di Parabiago a quello di Claviere, c’erano solo emoji. A fare un calcolo approssimativo: due faccine al chilometro. Potrebbe essere un nuovo metodo di calcolo delle distanze automobilistiche, WhatsApp driven.

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