La sonda Juno entra nell’orbita di Giove, il pianeta gigante

05 07 2016 di Oscar Puntel

Ci sono voluti 1800 giorni e tre miliardi di chilometri: Juno, la nuova sonda Nasa, dovrà raccogliere dati su Giove, il più grande pianeta del nostro sistema solare. Importante il contributo italiano alla missione

Juno, la sonda costruita dalla Nasa e lanciata nel 2011, è entrata nell'orbita del pianeta Giove. La comunicazione ha raggiunto il centro operativo della missione, in California, quando mancavano pochi minuti alle 9 di sera del 4 luglio.

Mai una strumentazione di questo tipo si era così avvicinata al più grande fra i pianeti del nostro sistema solare (è massiccio 300 volte la Terra ed ha un diametro 12 volte più grande del nostro pianeta).

Obiettivo della missione è lo studio di Giove: l'ambiente circostante, il nucleo, i diversi poli, i vortici. Il tipo e la quantità di radiazioni emesse: il pianeta è super radioattivo, avvicinarvisi è come esporsi a 100milioni di radiografie. Per tutti questi studi, Juno si avvarrà di una serie di tecnologie, due delle quali sono italiane.

Credits: Courtesy NASA/JPL-Caltech

4 agosto 2011. Il lancio della sonda Juno viene effettuato a bordo del missile Atlas V, dalla base di Cape Canaveral, Florida.

Credits: Courtesy NASA/JPL-Caltech

Particolare dei pannelli solari di Juno. La foto è stata scattata il 20 maggio 2011. La sonda funziona a energia solare e girerà attorno ai poli di Giove per 33 volte. Fornirà informazioni su: stuttura, origini dei gas, atmosfera, gravità, nucleo del pianeta. 

Credits: Courtesy NASA/JPL-Caltech

Il motore principale di Juno. 

Credits: Courtesy NASA/JPL-Caltech

Ricostruzione del passaggio di Juno sopra Giove. La sonda sorvolerà il pianeta a circa 5mila chilometri di distanza. 

Credits: Courtesy NASA/JPL-Caltech

Ricostruzione del passaggio di Juno sopra Giove. 

Credits: Courtesy NASA/JPL-Caltech

Ricostruzione del passaggio di Juno sopra Giove. 

Credits: Courtesy NASA/JPL-Caltech

Ricostruzione del passaggio di Juno sopra Giove. 

Credits: Courtesy NASA/JPL-Caltech

Ricostruzione del passaggio di Juno sopra Giove. 

Credits: Courtesy NASA/JPL-Caltech

Juno ci vede così, il 9 ottobre 2013. La JunoCam (la fotocamera in dotazione) ha fotografato il nostro pianeta, durante i test sulla strumentazione di bordo e nel punto di massimi avvicinamento alla Terra. 

Credits: Courtesy NASA/JPL-Caltech

Altro incontro ravvicinato con il pianeta Terra del 9 ottobre 2013. 

Credits: Courtesy NASA/JPL-Caltech

Ultimo scatto preso dalla fotocamera di Juno, prima che tutte le strumentazioni fossero spente per permettere l'inserimento in orbita. La foto è del 29 giugno 2016, a una distanza di 5.3 milioni di chilometri da Giove. 

Credits: Courtesy NASA/JPL-Caltech

E' arrivata la conferma dell'ingresso nell'orbita di Giove di Juno. La festa al Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, in California. 

Credits: Courtesy NASA/JPL-Caltech

Al centro, Rick Nybakken, che è il project manager di Juno, abbraccia Richard Cook, direttore del centro ricerca californiano. 

Credits: Courtesy NASA/JPL-Caltech

La Nasa racconta Juno su Snapchat. Il canale dedicato è www.snapchat.com/add/nasa 

Foto

Lanciata il 5 agosto 2011 dal Cape Canaveral Air Force Station in Florida, Juno (che è l'abbreviazione di JUpiterNear-polarOrbiter) è stata realizzata dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, in California. Ha viaggiato per cinque anni, percorrendo quasi tre miliardi di chilometri.

Juno è un veicolo largo 20 metri e alto 4,5 metri e funziona grazie a energia solare. A scandagliare quello che c'è sotto la superficie di Giove ci penserà Jiram (JovianInfraRedAuroral Mapper), una strumentazione tutta italiana: finanziata dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e realizzata da Leonardo-Finmeccanica a Capi Bisenzio (Firenze) sotto la responsabilità scientifica dell'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell'Istituto Nazionale di Astrofisica.

Juno dovrà rilevare la presenza di metano, vapore acqueo e sostanze come ammoniaca e fosfina. L'altro contributo italiano alla ricerca è il KaT (Ka-Band Translator), progettato dall'Università Sapienza di Roma e realizzato dalla Thales Alenia Space Italia con il supporto dell'Asi. Avrà il compito di tracciare la prima mappa di Giove.

Curiosità: a bordo ci sono anche  la targa con il ritratto e la firma di Galileo Galilei e il testo che descrive la scoperta delle lune di Giove, un omaggio al grande scienziato italiano. Poi anche tre piccole statuine che raffigurano lo stesso Galilei e le antiche divinità Giove e Giunone.

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