Businesspeople Holding Hands Around Dry Landscape Garden
Businesspeople Holding Hands Around Dry Landscape Garden --- Image by © Simon Jarratt/Corbis

Stacanovisti, ottimisti, solidali: che belli sono i Millennials



Ogni volta che arriva una nuova ricerca sui Millennials corro a leggerla speranzosa. Soprattutto di leggere qualcosa che vada contro i luoghi comuni che dipingono i giovanidoggi come distratti, poco impegnati, rapiti da relazioni solo virtuali senza spessore. (Quasi) ogni volta sono soddisfatta e felice: cosa c'è di meglio che contare su una nuova generazione forte e grintosa? In questo caso se ne è occupato il Censis, con la ricerca Vita da Millennials: web, new media, startup e molto altro, realizzata per il Padiglione Italia di Expo 2015.


Quindi, cosa fanno e come sono questi ragazzi tra i 18 e i 34 anni, rincorsi da aziende brand e studiati come insetti da un entomologo, ma spesso poco capiti?

Fondano imprese: quasi 32.000 nuove imprese nate nel secondo trimestre del 2015 sono state create da un under 35. Un terzo di tutte le imprese avviate nel trimestre fa capo a un giovane. Anche al sud: il 40,6% delle imprese nate nel trimestre è fondata da un giovane. Reazione comprensibile alle difficoltà di trovare un lavoro "sicuro", qualunque cosa voglia dire sicuro, oggi. Se il posto non c'è, provo a crearmelo.

Sono flessibili, vedi sopra. Troppo? Forse: 2,3 milioni di giovani svolgono un lavoro di livello più basso rispetto alla propria qualifica (sono il 46,7% di quelli che lavorano, rispetto al 21,3% dei Baby Boomers di 35-64 anni). Un milione di Millennials ha cambiato almeno due lavori nel corso dell'anno, 1,2 milioni dichiarano di aver lavorato in nero negli ultimi dodici mesi, 1,8 milioni hanno svolto lavoretti pur di guadagnare qualcosa, 1,7 milioni nell'ultimo anno hanno lavorato con contratti di durata inferiore a un mese, 4,4 milioni hanno fatto stage non retribuiti. Tanto basti per l'aggettivo choosy che provava a definirli negativamente.

Sono stacanovisti, vedi sempre sopra. Barriere abbattute fra orario lavorativo e tempo libero, strumenti che permettono di essere always on, iperconnessione. Più di 3,8 milioni di Millennials lavorano oltre l'orario formale (il 17,1% in più rispetto ai Baby Boomers). Di questi, 1,1 milioni lo hanno fatto senza ricevere il pagamento degli straordinari (il 4% in più rispetto alla fascia di 35-64 anni) e 1,7 milioni con una copertura economica solo saltuaria. A 1,1 milioni di Millennials capita di lavorare anche di notte, a quasi 3 milioni durante il weekend. Ancora: 1,8 milioni lavorano a distanza, da casa o comunque lontano dal posto di lavoro, 1,9 milioni sono pendolari e 2,5 milioni viaggiano spesso per lavoro in città diverse da quella in cui risiedono. Se posso aggiungere una nota personale, questo succede anche ai non-Millennials. Credo sia una questione più di tipo e settore di lavoro che non di età.

Sono digitali, ovviamente. Il 94% è utente di internet (contro il 70,9% riferito alla popolazione complessiva), l'87,3% è iscritto almeno a un social network (contro il 60,2% medio), l'84,7% utilizza lo smartphone sempre connesso in rete (contro il 52,8% medio). E sono loro ad aver fatto decollare il commercio online. Il 61,4% dei Millennials (circa 6,8 milioni di persone), contro il 27,9% dei Baby Boomers, nell'ultimo anno ha acquistato almeno un prodotto o un servizio sul web (altri dati sull'e-commerce in Italia li trovi qui).

Consumano il giusto e condividono Quasi 500.000 giovani contribuiscono a iniziative di crowdfunding. Il 31,7% acquista prodotti usati (contro il 14,7% dei Baby Boomers), il 21,9% si sposta regolarmente in bicicletta (fa altrettanto solo il 10,3% dei 35-64enni) e l'8,4% (il 4,1% dei 35-64enni) utilizza il car sharing e il bike sharing. E il 2,5% dei Millennials pratica il couchsurfing, cioè lo scambio di ospitalità che consiste nel mettere a disposizione un posto letto nella propria abitazione.

Sono aperti e solidali, più avanti della società nella quale vivono Il 73,4% dei giovani di 18-34 anni (contro il 45,8% riferito alla popolazione complessiva) è favorevole al matrimonio tra le persone omosessuali, il 59,6% (contro il 30,7% medio) è d'accordo con l'adozione da parte di coppie dello stesso sesso. L'81,8% (contro il 64,1% medio) è favorevole al divorzio breve e il 77,5% (contro il 58,3% medio) è d'accordo con il testamento biologico. Il 66% (contro il 53,4% riferito alla popolazione totale) è favorevole all'accoglienza dei rifugiati provenienti da zone colpite da guerre o calamità naturali.

Sono ottimisti, sì, nonostante tutto.

Per il 42,1% dei Millennials, il meglio deve ancora venire.

Avete un ragazzo di questa età in casa? Siete d'accordo? Dati troppo rosei? Può darsi. A me però fa piacere crederci. E se volete leggere tutta la ricerca, trovate il comunicato qui.

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