Telecamere negli asili nido, presto la legge

20 07 2016 di Lorenza Pleuteri
Credits: Olycom

Entro l’autunno dovrebbe arrivare la legge che introduce le telecamere in asili nido e case di riposo. Cinquantamila genitori premono, ma c'è chi non è d'accordo. Ecco perché

Asili nido che diventano luoghi infernali per neonati e bimbi di due o tre anni, obbligati a mangiare con metodi non ortodossi o puniti per cose da niente. Maestre con le mani lunghe e la propensione a usare maniere forti e inaccettabili. Operatori di case di riposo e comunità per disabili che maltrattano gli assistiti, offesi, umiliati.

Periodicamente scoppiano scandali per gli abusi commessi in luoghi in cui piccoli e adulti dovrebbero essere protetti. Puntualmente qualcuno parla delle necessità di installare telecamere di sorveglianza, per tutelare chi è indifeso e per inchiodare i responsabili di violenze e vessazioni. Poi tutto torna sottotraccia, fino allo scandalo successivo. In realtà, adesso, qualcosa si sta muovendo.

Il cammino verso una legge

Alla Camera è partito l’iter che dovrebbe portare ad una legge sugli strumenti di videocontrollo nelle strutture per i più piccoli e sulla formazione e selezione del personale di nidi pubblici e privati, scuole d’infanzia, ospizi e comunità protette per disabili e minori. “Alcune delle proposte in discussione propongono, accanto o in alternativa alle videocamere, test psico-attitudinali per gli insegnanti, da effettuare prima dei concorsi e dopo l’assunzione, a scadenze periodiche” spiega l’onorevole Antonio Boccuzzi del Pd, relatore del disegno di legge insieme alla collega Gabriella Giammanco di Forza Italia. «Per le videocamere non si pensa ad apparati collegati in tempo reale a una control room, con immagini accessibili a chiunque. Si ragiona “su sistemi a circuito chiuso, con le riprese visionabili solo dalle forze di polizia ed esclusivamente in caso di denunce e segnalazioni”. E per adesso, precisa il deputato, il campo di applicazione riguarderebbe “solo” nidi pubblici e privati.

Niente immagini controllabili da casa

“Il codice della privacy – ricorda Boccuzzi - impone alcune limitazioni e altre sono previste dallo statuto dei lavoratori. Non si arriverà alle ipotesi estreme ipotizzate da alcune mamme, in Italia non ammesse: installare webcam nei nidi e consentire ai genitori di vedere le riprese in tempo reale, dal pc o da uno smartphone, da casa o dall’ufficio”. Altra precisazione: “Non è detto che si arrivi a installare le videocamere ovunque e per sempre. Si potrebbe decidere di cominciare con una sperimentazione, per alcuni nidi campione e per un periodo prefissato”. Una grossa incognita sono i costi, sicuramente elevati. “Solo per mettere le videocamere in nidi pubblici e privati si parla di 10 milioni di euro in partenza, più un milione l’anno per la manutenzione”.

Si cercherà di fare una stima precisa dei costi, con la consulenza degli esperti del ministero dell’Economia. Poi sarà elaborato un testo, diviso in articoli, e la palla passerà alla Camera e al Senato. “Contiamo che il disegno di legge – dice sempre il relatore Boccuzzi - vada in aula tra settembre e ottobre”.

Il gruppo a favore

Tra chi preme per una legge rigida c’è un gruppo chiuso operativo su Facebook. Si chiama Sì alle telecamere e conta quasi 50mila iscritti, combattivi, decisi, irremovibili. Ma c’è chi dissente, persone comuni ed esperti. Il pedagogista Daniele Novara, direttore del Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, è tranchant: “Sono contrarissimo all’installazione di videocamere in nidi e scuole. Sarebbero solo un alibi per non affrontare il nodo del problema, cioè la formazione e il reclutamento di educatori e insegnanti. Negli ultimi anni nelle strutture educative è entrato di tutto. Anche l’ultimo concorsone purtroppo ha imbarcato pure persone prive di strumenti professionali”.

Niente Grande fratello, dunque. Meglio puntare sulla “preparazione e sulla scelta” degli operatori, che anche a suo parere andrebbero sottoposti a test psico-attitudinali prima dei concorsi e durante l’intera esperienza lavorativa. “Le responsabili di abusi e vessazioni sui più piccoli – ricorda il pedagogista – sono in genere persone di una certa età”.

E voi, come la pensate?

Nella pagina Fb dell’onorevole Boccuzzi i pareri pro si intrecciano a quelli ostili. Un esempio? “Sono contrario – scrive un interlocutore - all'uso preventivo ed ordinario delle videocamere negli asili, nelle scuole e un qualsiasi posto di lavoro. Sono favorevole a controlli ispettivi frequenti, a una regolamentazione del diritto di accesso e di verifica da parte dei genitori e a un servizio pubblico di consulenza psicologica per tutti gli operatori degli asili pubblici e privati”. “Se salta la fiducia fra genitori e insegnanti - teme un altro commentatore – è la fine della scuola. Sono stufo di tutto questo controllo sulle persone celato dietro a banali motivazioni di sicurezza”. “Io sarei d'accordo – è una diversa opinione - pure sulle telecamere come ci sono in alcuni posti di lavoro in alcune sezioni. Il lavoratore lo sa prima e decide se lavorare lì o meno”. E voi, come la pensate?


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