Terremoto dell’Italia Centrale: gli appelli dei sindaci

"Non dimenticateci". Così i sindaci dei paesi colpiti dal sisma del 24 agosto chiedono che le case siano ricostruire com'erano e dov'erano. Ecco le loro dichiarazioni e i loro appelli, comune per comune

Il grido, disperato, è quello dei sindaci dei comuni colpiti dal sisma del 24 agosto. Quello di Accumoli (Rieti), Stefano Petrucci: «Abbiamo paura di essere dimenticati, il patrimonio edilizio è del tutto compromesso. L’Aquila è una ferita ancora fresca, sono passati sette anni e non è ricostruita, che cosa accadrà a noi?». Non è una domanda campata per aria. Il comune ha 700 anime, distribuiti in 17 frazione. Ma con la bella stagione, quella che porta anche turisti dalla capitale, si riempi e arriva anche a 2000 persone circa. Per questo gli sfollati sono stimati in 2500. Accumoli pullulava di turisti, fino a poco prima della scossa. «Cercheremo di assistere tutti - avverte il primo cittadino - ma è meglio che i villeggianti lascino il paese, è meglio per loro e per noi». Aggiunge il presidente della Provincia di Rieti, Ettore Rinaldi: «Vivere qui è difficile in inverno, e molto ma questa può essere la botta definitiva, la fine di questi centri».

Nella gallery: i sindaci, i comuni, le reazioni sui social, i primi gruppi di aiuto

Credits: Comune di Accumoli

Il primo cittadino di Accumoli (Rieti), Stefano Petrucci

Credits: Facebook

il sindaco di Amatrice (Rieti), Sergio Pirozzi

Credits: Provincia di Ascoli Piceno

Il sindaco di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), Aleandro Petrucci

Credits: Sito istituzionale

Il sito comunale di Accumoli 

Credits: Sito istituzionale

Il sito comunale di Amatrice

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Pagina Facebook di Arquata

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Le reazioni su Twitter

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Le reazioni su Twitter

Gruppi di aiuto spontanei su Facebook

Credits: Facebook

Gruppi di aiuto su Facebook

C’è preoccupazione nei primi cittadini, ma anche determinazione ad andare avanti. «Noi siamo gente di montagna. E la gente di montagna non molla» dice il primo cittadino di Amatrice (Rieti), Sergio Pirozzi. «Bisogna avere speranza e ottimismo. Io resto qui, nel mio paese, sono sportivo, quindi sarò una specie di allenatore della mia cittadinanza». Il paese aveva da poco ottenuto lo status di "uno dei borghi più belli d'Italia».

Ricostruire presto, dov’era e com’era. «La gente vuole che le case vengano ricostruite dove erano» rimarca il sindaco di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), Aleandro Petrucci. «Arquata è un monumento storico con la Rocca, che dovrà essere il simbolo della rinascita, e le case del Cinquecento. Anche Pescara ha una sua storia. La gente vuole restare qua».

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