S.O.S. Tintarella

Abbronzatura: tanta voglia di sole, poca di protezione

Arrivano la bella stagione e l’impellente desiderio di spalmarsi al sole in modalità rettile, tipica del genere femminile, perché - nonostante tutto - la maggior parte delle donne ama l'abbronzatura. Altro che “dolcemente complicate”: noi donne siamo contraddizioni viventi.

Passo metà del mio tempo, da sveglia, a rispondere a disperati appelli sulle innovative strategie antirughe (quando basterebbe fare attenzione ai rischi che comporta l'abbronzatura): che crema usare, che trattamenti fare, che maschera miracolosa applicare. Rispondo - sempre - che la prima strategia antietà è “prendere poco sole”.

Tutte annuiscono e sostengono di essere adepte della protezione 50, dell’ombra, delle vacanze a Londra, dove piove sempre. Poi, a maggio, hanno il colorito delle brasiliane. Senza parlare dell’usanza di “fare il fondo”, cioè di andare in un centro abbronzatura per prendere un po’ di colore che dovrebbe prevenire le scottature nei weekend al mare.


Bando alle lampade

Ma non eravate tutte seguaci dell’ombra, della protezione 50 e delle primavere londinesi? E qui il serpente (sdraiato al sole) si morde la coda! Quasi quasi è meglio rinfrescare la memoria su comporta realmente l'abbronzatura:

- il sole fa venire le rughe;
- le lampade fanno venire le rughe (alta pressione, bassa pressione, tutte fanno venire le rughe);
- è inutile che vi spalmiate sul viso centinaia di euro in prodotti per rimediare ai danni dei raggi;
- potete ottenere un bel colorito dorato (do-ra-to, non biscottato), semplicemente esponendovi protette e con criterio, prima delle 11 e dopo le 15;
- se siete “costrette” a stare al sole, ricordate che la protezione va riapplicata ogni 2/3 ore e comunque dopo i bagni, anche se c’è scritto waterproof.


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