Con il bus low cost il viaggio è facile

16 12 2016 di Roberto Moliterni
Credits: Flixbus

Con il bus low cost spendi meno di 100 euro per raggiungere le capitali europee. È un mezzo che piace soprattutto agli under 35. Uno scrittore l'ha provato


È l’alba, una decina di ragazzi è alla fermata di Matera ad aspettare il bus. Salgo a bordo con loro per fare un viaggio dal Sud al Nord dell’Europa. E capire il successo di Flixbus, la compagnia di autobus low cost più gettonata del momento.

Le ragioni del successo Finora i ragazzi hanno scoperto l’Europa con le compagnie aeree a prezzi stracciati, Ryanair in testa. Ma le abitudini stanno cambiando. Gli aeroporti si trovano lontano dal centro delle città, ci sono limitazioni sui bagagli ed è cresciuta la paura per il terrorismo che, dagli attentati dell’11 settembre in poi, è associato, nell’immaginario collettivo, all’aereo. E poi i voli, come i treni, non arrivano dappertutto, soprattutto al Sud. Sara, 32 anni, di Matera, lavora in una comunità ad Andria (Bt). «Dopo l’incidente ferroviario di quest’estate fra Andria e Corato, per arrivare ad Andria da Matera ci vogliono 4 ore: più della durata della mia giornata di lavoro. Allora mi sono ingegnata e utilizzo le tratte dei bus che passano dalla Puglia». Il viaggio è un entrare e uscire dall’autostrada, per raggiungere città e paesi altrimenti dimenticati dell’Appennino: è uno dei punti di forza dei bus, che arrivano ovunque.

Una soluzione per giovani e immigrati. A Napoli salgono molti immigrati, ragazze e ragazzi diretti verso il Nord Europa. Pochi bagagli, un tappetino per pregare nei parcheggi degli Autogrill. Gli immigrati, insieme agli studenti e ai giovani lavoratori italiani, sono tra i principali utilizzatori dei bus: a parte i costi, ci sono meno controlli e chi è senza documenti può sperare di spostarsi liberamente in Europa. Ma non tutti ci riescono. Subito dopo la frontiera con la Francia, i gendarmi fermano il pullman. Salgono da entrambe le porte per bloccare le fughe. A tutti chiedono i documenti, ma una ragazza di colore non ce li ha. Le fanno prendere la valigia e la riportano verso la dogana. Lei non protesta, deve esserle già capitato altre volte.

Un viaggio per chi ha poca fretta e tanti amici. Dopo qualche ora la durata del viaggio non conta più. Chi sceglie il pullman ha molto tempo, poca fretta di arrivare. Manca ancora tanto per raggiungere Berlino, la destinazione finale, ma nessuno è insofferente: qualcuno dorme, qualcuno chatta al cellulare. Grazie alle prese Usb e al wi-fi si può essere sempre connessi, un bisogno vitale per una generazione le cui relazioni sono sparpagliate ovunque. E infatti Flixbus, per molti ragazzi, non è che l’appendice reale di WhatsApp: secondo alcune ricerche di mercato dell’azienda tedesca, uno dei motivi principali di viaggio è la visita ad amicizie maturate in Erasmus, all’università o negli anni del liceo, che proseguono a distanza nella virtualità.

Un mezzo che piace alle donne. Per questi spostamenti l’autobus è perfetto, anche grazie a Interflix, una card che permette di raggiungere 5 città europee a 99 euro. A Berlino sale Antonella, studentessa di 19 anni. È andata a trovare un ragazzo che ha conosciuto durante uno scambio in estate. I soldi per il viaggio li ha racimolati dalla paghetta che i genitori le mandano per l’università. Le chiedo se non abbia paura di viaggiare da sola di notte. «No» mi risponde. «L’autista è a un passo». È la stessa motivazione che si sono dati a Flixbus per spiegare il fatto che a viaggiare sui loro mezzi siano più le donne degli uomini: nei sondaggi dicono di sentirsi al sicuro.

Un'occasione per "scappare". All’autostazione di Milano Lampugnano si aggira un pony con un motorino scassato: vende kebab e Coca-Cola ai passeggeri in partenza. Tra questi c’è Valentina: 38 anni, di Rieti, fa la speleologa. Ma col suo lavoro non riesce a vivere. È la fotografia di una generazione precaria: alla sua età, si sente ancora come se fosse appena uscita dall’università, deve risparmiare su tutto. Grazie a Flixbus si è presa «una vacanza dal terremoto». Ha anche fatto la volontaria ad Amatrice dopo il sisma, ma non ha retto. Ha scoperto Varese e vuole trasferirsi lì: non ce la fa più a convivere con le scosse. «Mi dispiace essere lontana dalla mia famiglia, ma con gli autobus sarà facile andarli a trovare. Se restassi, mi rassegnerei all’isolamento, e non voglio. Non è solo una questione di distanze geografiche, è una sensazione di abbandono culturale. E adesso per il Centro Italia sarà sempre peggio, tenderà a svuotarsi».

Un'opportunità per allargare gli orizzonti. La pubblicità recita: “Roma a 10 euro”. «Quando l’ho letta mi sono detto: questo viaggio costa quanto una pizza, vado e torno in giornata e per la prima volta vedo com’è fatto il Colosseo. Prendo una birra e poi riparto» mi racconta Valerio, che conosco poco prima di raggiungere la Capitale. Ha 21 anni, abita in un paesino isolato in provincia di Varese, dove parlano male di “Roma ladrona”. Il viaggio si conclude a Roma Tiburtina. Spiego a Valerio come raggiungere il Colosseo. Lo vedo allontanarsi verso la metro: la sua è una vittoria della curiosità sull’ignoranza e l’isolamento. Sono sicuro che il Colosseo gli piacerà.

Il fenomeno Flixbus 

Nata nel 2013 da una start-up di 3 giovani tedeschi, la società di autobus Flixbus nel solo 2016 ha totalizzato 30 milioni di passeggeri. Da noi è presente dal 2015 e collega 110 città italiane e 900 europee. In questo periodo, 2 milioni di italiani hanno usato Flixbus, in particolare studenti e giovani lavoratori fra i 18 e i 35 anni: le donne sono un po’ più degli uomini. Un’altra fascia di utenza è quella degli over 50. Le tratte più gettonate sono il corridoio Nord-Sud e, all’estero, Monaco, Parigi e Zagabria.

Le altre compagnie
Flixbus non è l'unica compagna di bus low cost. Il gruppo Baltour (baltour.it) propone una card a 30 euro che permette di avere uno sconto dal 20 al 30%, che aumenta sotto i 26 anni. Anche Onbus (onbus.it) offre tariffe competitive, soprattutto verso Germania e Sicilia.
Puoi confrontare i prezzi sul sito busradar.it.

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