La mamma migliore

Il post su Facebook di Karen, una mamma blogger americana diventa virale grazie a un messaggio che porta sollievo: siamo tutte buone mamme, la gara a chi è la migliore è inutile

C’è una mamma migliore di un’altra? È la domanda che infiamma la competizione tra donne su come si debbano partorire, allattare e crescere i figli. Questo tema sta scatenando il dibattito sul web in America con i commenti a un post di Karen Johnson, madre di 3 bambini e blogger di Kansas City. Lei snocciola alcuni punti che, volta per volta, vedono due eserciti di mamme fronteggiarsi, non solo del Midwest, ma in tutto il mondo, Italia compresa. In palio a ogni scontro, che spesso si innesca proprio nelle chiacchierate tra amiche, c’è come premio il patentino morale di mamma migliore.

La gara tra mamme secondo Karen

Ecco alcune scuole di pensiero e di vita su cui noi stesse, più o meno consapevolmente, ci mettiamo a battagliare:

  1. C’è chi partorisce in casa e chi lo fa in ospedale con l’epidurale
  2. C’è chi allatta al seno e chi dà il biberon con latte artificiale
  3. C’è chi ha una casa sempre immacolata e ordinata, anche con i figli che vi trottolano, e chi vive in un costante caos
  4. C’è chi beve vino e birra (anche davanti ai figli) e chi non lo farebbe mai
  5. C’è chi parte in vacanza con in bambini verso Paesi esotici e chi li porta al massimo al parco vicino a casa
  6. Ci sono mamme che fanno molto esercizio fisico e altre che si muovono solo quando devono rincorrere i figli che si stanno mettendo nei guai
  7. C’è chi lavora fuori casa e chi fa la casalinga

Ebbene, sostiene Karen Johnson, non importa quale scelta abbiate fatto, facciate e farete per ciascuno di questi punti (e su altri terreni di scontro tra mamme): «Non esiste un manuale con le regole perfette per crescere alla perfezione i figli. Agiamo nel modo che riteniamo migliore».

Solo una cosa dovremmo imparare a fare: a picconare i pregiudizi e, al contrario, a sostenerci reciprocamente. Prima di pensare (o dire) che un’altra donna è una cattiva mamma, ricordiamoci questo: «La maternità è una benedizione, ma è anche un lavoro stressantissimo e durissimo. E noi, tutte noi, stiamo facendo un buon lavoro». 

P.S. Io aggiungerei che la competizione è inutile cominciarla perché tanto non finisce mai. Anche quando i pargoli sono svezzati, c'è la mamma che sceglie la squadra di calcio o il corso o il liceo migliore per i suoi figli e così via. Arranchi sempre se ingaggi questa gara. Una gara sterile che ruba energie e rischia di farti distrarre dall'unica cosa che conta davvero: goderti in diretta i tuoi bambini che crescono.

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