Le chat di Sant’Antonio ai tempi di Facebook

29 03 2017 di Geppi Cucciari
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Un tempo c’erano le catene di Sant’Antonio via posta ordinaria. Adesso si fa molta meno fatica: bastano mail, sms e le temibili chat di gruppo

Un tempo c’erano le catene di Sant’Antonio via posta ordinaria. Bisognava comprare della carta, scrivere un componimento, infilare tutto in una busta, apporvi un francobollo, uscire di casa e farla scivolare in una buca delle lettere rosso fiammante.

Adesso si fatica meno: bastano mail, sms e le temibili chat di gruppo. A seconda delle catena che ti raggiunge, devi mandare messaggi a 10 amiche speciali, mettere pupazzetti sulla bacheca dei social per festeggiare la fanciullezza che fu, inoltrare lunghi testi per confermare la certezza che il tuo angelo custode ti segua e non si sia smarrito in Autogrill...

A tutto ciò si aggiunga la sempre più diffusa pratica di postare su Facebook fotomontaggi che augurano il buongiorno, sperano che il pranzo sia buono, il pomeriggio splendido, l’aperitivo succulento, la notte calda. E mentre c’è sempre chi fa girare i vari soli, cuori, lune, faccine, bandierine, cuscini, stelle, cani, fiori, la domanda resta una: ma perché?


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